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Comunicato Stampa 19 Novembre 2014

MGL 100 comuni in sicilia non hanno ancora fatto pervenire al Dipartimento autonomie Locali Servizio Finaza Locale,  il report relativo al personale dipendente con contratto a tempo determinato stipulato ai sensi delle normative previgenti alla legge regionale 5/2014 e abrogate dall’art 30 comma 6 della medesima legge ; contestualmente a ciò, non hanno avanzato alcuna formale richiesta di anticipazione somme a valere sul fondo straordinario di cui all’art 30 comma 7 e 7 bis della legge regionale 5/2014.

Sui 2/3 dei comuni che hanno ottemperato a tali adempimenti è stata accertata un’economia di spesa per cessazioni dal servizio del personale precario intervenute rispetto al 31 dicembre 2013, quantificata in poco più di € 600.00,00; ciò è quanto emerge dall’incontro avuto come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, ieri mattina presso gli Uffici preposti dell’Assessorato Regionale alle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, per verificare lo stato di fatto in ordine alla predisposizione del piano di riparto anno 2014 previsto dalla legge 5/2014 art 30 comma 7, indispensabile per l’assegnazione agli enti della restante parte del fondo,  al ricorrere delle condizioni economiche e dei presupposti normativi , di accertato squilibrio di bilancio intervenuto a seguito dell’abrogazione delle norme regionali di cui all’art 30 comma 6 in precedenza richiamato.

Se da una parte gli enti lamentano serie difficoltà a gestire i propri bilanci per mancati trasferimenti di somme da parte della regione, con inevitabili ripercussioni sulle spettanze mensili dovute al personale tutto, dall’altra non si comprende il perché ad oggi, 100 sindaci non hanno dato seguito alle direttive regionali in ordine alla richiesta di anticipazione quota del fondo straordinario e  comunicazione dati  relativi al personale dipendente a tempo determinato .

Per quanto sopra, si sollecita tutto il personale interessato ad accertare presso le rispettive amministrazioni, con la massima urgenza, quanto da noi riportato riscontrando le mortivazioni dei mancati adempimenti .

Si ha la netta sensazione che al di là delle semplici manifestazioni di interesse rappresentate in occasioni di incontri pubblici, giusto per non passare inosservati, spesso e per la maggior parte degli amministratori locali prevale un orientamento di accondiscendenza con le criticità che in questi ultime settimane stiamo attenzionando in ordine agli adempimenti di cui all’art 4 commi 6 e 9 della legge 125/2013, facendo trasparire un impotenza ad agire, demandando al personale ogni responsabilità per l'inerzia in cui vive senza intraprendere iniziative di lotta .

Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, riteniamo che in questa fase il ruolo politico istituzionale dei sindaci assume una valenza importante e fondamentale, così come ribadito ieri nel corso dell’incontro avuto con il direttivo ANCI Sicilia a Palermo, occasione importante per dare seguito agli impegni assunti reciprocamente il 30 Ottobre u.s.; con ciò non si intende giustificare alcun conportamento che possa sottrarre alle proprie e precise responsabilità i lavoratori parte in causa, chiamati in prima persona ad agire unitariamente da qui a qualche giorno senza lasciare spazio all’improvvisazione.

Pur tuttavia, non vogliamo credere ma il dubbio ci assale, sull’operato di alcune amministrazioni in merito ai quesiti che vengono con superficialità posti alla Corte dei Conti sezione di controllo per la Regione Siciliana dall’esito scontato, alle mancate richieste di accredito somme alla regione siciliana in contrasto con le difficoltà economiche lamentate, etc.

Relativamente all’incontro regionale con il direttivo ANCI Sicilia avuto ieri a Palermo, esprimiamo un giudizio positivo sulla condivisione di alcuni punti prioritari da sostenere nell'imediato nei confronti del governo regionale e nazionale, convinti che l’autorevolezza dei componenti facenti parte del direttivo, possa supportarci nel rappresentare a Roma una verità fino ad oggi negata o non ben rappresentata; quella di una categoria che non può essere generalizzata nel concetto più limitativo del termine “precari” accomunando realtà e tipologie di lavoratori diverse, rivendicando al Governo nazionale un intervento normativo che tenendo conto della specificità agevoli i processi assunzionali nel rispetto di parametri economici ben definiti, al Governo regionale un impegno sulla concrettezza dei fondi da trasferirei agli enti interessati attraverso una rivisitazione del dettato normativo di cui all'art 30  comma 7 e 7bis  della legger geional 5/2014.

A supporto di quanto sopra, abbiamo presentato le nostre proposte, che entro la giornata di domani saranno fatte recapitare agli indirizzi di posta certificata degli enti locali per un loro diretto coinvolgimento e supporto sul piano politico .

In ultima analisi si dà notizia che il Dipartimento Lavoro per quanto di competenza ha definito l’istruttoria relativa ai pagamenti dei sussidi ASU relativamente ai mesi di settembre e ottobre dandoci conferma che in questi giorni gli Istituti INPS stanno già provvedendo al pagamento, limitatamente alla mancata corresponsione degli ANF segnalata da diversi lavoratori in forza presso enti diversi in varie parti della sicilia , si precisa che questo disguido è da riscontrare direttamente alla sede inps competente per territorio

.

M.G.L. Regione e Autonomie Locali

Dai forza al tuo Movimento!

  

 Il Segretario Generale

                    Giuseppe Cardenia  

Comunicato Stampa 17 Novembre 2014

MGL Le compiacenze e i compromessi tra Stato e Regione che hanno generato la nascita del nuovo esecutivo regionale –“Crocetta Ter”, dal nostro modesto punto di vedere le cose, non tarderanno a rivelarsi in tutta la loro criticità, attraverso un’azione di contenimento della spesa pubblica e tagli indiscriminati nel sociale, addebitando alle fasce più deboli l’onere da pagare per una politica vuota di contenuti e senza programmazione, che vive alla giornata e si alimenta in funzione di posti di potere che dovrebbero senza fino ad oggi esserci riuscita a compensare quegli equilibri indispensabili per un buon governo, dove sono chiaramente marcati i ruoli assegnati a maggioranza e opposizione.

La nomina di due assessori regionali con delega all’Economia e alla Funzione Pubblica, di stretto riferimento alla Presidenza del Consiglio, nonché l’abolizione della figura del Commissario dello Stato, non riteniamo siano salutari per la Sicilia, anzi, indeboliranno l’azione dell'esecutivo regionale condizionandola al volere del governo nazionale, con la triste e amara conseguenza che ancora una volta il territorio della regione sicilia  continuerà ad essere terra di nessuno dove si preleva e non si dà nulla in cambio.

Altra questione che nei giorni a seguire produrrà inevitabilmente i suoi effetti, possiamo riscontrarla nelle insistenti voci che danno per scontato la nascita di un unico gruppo parlamentare in Sicilia, sintesi di un'alleanza tra le componenti UDC e NCD; ciò non può che rimettere in discussione la composizione del governo regionale appena nato con una riassegnazione delle deleghe.

Mentre la politica è impegnata a dirimere la matassa, fra beghe di partiti e correnti di pensiero all’interno dei partiti stessi, si aggroviglia sempre più la questione dei precari enti locali e non solo, così come tante altre emergenze siciliane ; a complicare il tutto i pareri espressi dalla Corte dei Conti sezione di controllo della Regione Sicilia , che complica e condiziona il già difficile operato delle amministrazioni locali chiamati con l’approssimarsi del 31 Dicembre 2014 a dare continuità ai rapporti di lavoro a tempo determinato ; con poche possibilità di venirne a capo per impraticabilità delle norme nazionali e regionali che regolamentano la materia approvate a fine anno 2013 con il plauso delle confederazioni sindacali , che oggi anziché impegnarsi a trovare una soluzione sul piano normativo pensano bene di dare mandato ai legali delle proprie segreterie per agire nei confronti non di chi ha generato il problema ma nei confronti delle Amministrazioni che si sono viste , per la loro inettitudine ad agire, imporre un volere politico che non è stato adeguatamente controbilanciato a suo tempo.

Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali stiamo procedendo nella direzione annunciata nel corso del Forum regionale del 30 Ottobre u.s. all’Università di Palermo; sollecitando contemporaneamente tutto il personale a prendere coscienza che è sempre più inevitabile un’azione forte da qui a qualche settimana , visto l’accentuarsi della problematica anche dal punto di vista economico con la mancata corresponsione delle retribuzioni mensili dovute, in diverse realtà comunali .

In relazione alle innumerevoli richieste di incontri pervenute in segreteria, formulate dal personale interessato e da amministrazioni locali del territorio regionale, si manifesta la disponibilità a riscontrale compatibilmente con le proprie disponibilità a farvi fronte, per correttezza diamo priorità ai comuni dove risultano iscritti al MGL Regione e Autonomie Locali .

 

                                                        Il Segretario Generale

                                                                 Giuseppe Cardenia

 

Comunicato Stampa 13 Novembre 2014

MGLAl nostro silenzio non corrisponde mai un nulla di fatto ! Bensì una pausa, per indurre coloro che  danno sempre per scontato ciò che non è, ad una attenta riflessione sulle criticità che ogni giorno riscontriamo sul nostro cammino e far comprendere le difficoltà oggettive a procedere per la conferma dei contratti in essere oltre il 31 Dicembre 2014 .

Non vogliamo essere presuntosi nell’affermare che fino a qualche mese fa' eravamo i soli ad attenzionare ciò che oggi è divenuto di comune interesse ai tanti improvvisati professionisti del precariato, questi possono negare l’evidenza dei fatti alle sparute platee di colleghi che radunano qua e là per la sicilia accomunati dalla disperata quanto giustificata voglia di acquisire conoscenza sul proprio futuro, ma non certamente a noi, che sappiamo bene chi sono, cosa hanno fatto e quali sono i loro veri interessi .

Non possiamo certamente dimenticare ciò che noi sostenevamo in piazza il 16 Dicembre 2013 davanti Palazzo dei Normanni in 300 su 18.000, mentre chi oggi si manifesta sensibile e attento al problema chiudeva accordi con il governo Crocetta dispensando serenità e soddisfazione per l’approvazione dell’art 30 della legge regionale n. 5/2013, salutandolo  come la soluzione del precariato in sicilia annunciando a carattere cubitali sulla stampa la prosecuzione di tutte le attività fino al 31 Dicembre 2016.

Non possiamo non manifestare il nostro dissenso nei confronti di una classe politica poco attenta e presa da altri interessi di corte, nell’apprendere in prima persona che la maggioranza di questi non si è resa conto di ciò che ha approvato con l’art 30 sopra menzionato, il riferimento in modo esplicito và all’impegno finanziario assunto per il triennio 2014/2016 con l’istituzione del fondo straordinario di cui al comma 7 del medesimo articolo, trascurando un fatto sostanziale, che il trasferimento di queste risorse agli enti non è così scontato come negli anni pregressi, ma è subordinato a un piano di riparto, che l'assessorato regionale alla funzione pubblica non ha ancora approvato e al ricorrere di presupposti normativi e finanziari ben precisi; come ribadito dalla Corte dei Conti – Sezione di controllo per la Regione Siciliana che si è pronunciata nel merito con proprio parere n. 188/2014/PAR del 28/10/2014.

Ciò che la Corte dei Conti afferma, oltre a ribadire che non avviene in modo automatico il trasferimento delle risorse economiche agli enti interessati, viene in soccorso a quanto da noi ripetutamente abbiamo affermato anche tramite i vari comunicati pubblicati su questo portale in ordine ai pagamenti dovuti al personale precario in forza agli enti e precisamente che, l'art 30 della L.R. 5/2013 dispone e demanda a carico degli enti l'onere a corrispondere mensilmente i compensi dovuti, senza operare alcun distinguo con il personale a tempo indeterminato; stante che l’abrogazione delle norme disposta ai sensi dell'art 30 comma 6 della LR5/2014, limitatamente alla parte economica,  non riconosce più alcun contributo o quota di compartecipazione agli enti medesimi per i contratti a tempo determinato in essere, ma diversamente, un trasferimento di risorse all’ente per compensare eventuali squilibri di bilancio accertati a consuntivo per effetto dell'art 30  comma 6 sopra citato .

Altro pronunciamento della Corte di Conti – Sezione di controllo per la Regione Siciliana reso con parere n. 192/2014/PAR del 6 /11/2014 riguarda i presupposti e le condizioni che deve riscontrare l’ente locale interessato, ai fini di dare attuazione al dettato normativo di cui all’art 4 commi 6 e 9 della legge 125/2013; parere che non obbliga ma condiziona di certo il percorso .

I pareri resi dalla Sezione di Controllo per la Regione Siciliana sopra richiamati, su esplicita richiesta del Comune di Vita in provincia di Trapani, hanno il sapore del danno oltre la beffa. Riteniamo, che l’amministrazione poteva fare riferimento più sui funzionari alle proprie dipendenze, lautamente pagati per studiare e comprendere le norme e sui pareri dell’Ufficio legale e legislativo della regione siciliana a cui poteva inoltrare le specifiche richieste , che rappresentare alla Corte dei Conti problematiche dall’esito quasi scontato, con ricadute negative sull’operato delle amministrazioni presenti sul territorio della regione siciliana; tanto più che già in passato  la stessa Sezione di Controllo interpellata dal comune di Alcamo, sempre della provincia di Trapani; in occasione della legge regionale 24/2010,  aveva reso già pareri similari .

In ultima analisi, vorrei precisare che, alcune affermazioni rese da presunti personaggi, che in queste ultime settimane calcano la scena del precariato enti locali, dimostrando apparente conoscenza della materia, risultano del tutto infondate; di fatto quanto da me riportato nell’ultimo comunicato stampa in ordine alla direttiva del Consiglio del 28 giugno 1999, n. 1999/70/CE relativa all’accordo quadro CES, UNICE, CEEP sul lavoro a tempo determinato, viene confermato fino a prova contraria e diversa normativa di legge o fondati pronunciamenti giuridici in materia .

                                                                                           

                                                            Il Segretario Generale

                                                                     Giuseppe cardenia

  

  

Comunicato Stampa 6 Novembre 2014

MGL Come da impegni assunti durante i lavori del Forum regionale sul precariato del 30 Ottobre u.s. tenutosi presso Università agli Studi di Palermo, è stata articolata e definita da parte di questa segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, la proposta che sarà oggetto di concertazione nei giorni a seguire, con tutte le parti interessate (ANCI Sicilia, Governo Regionale, Deputazione regionale e nazionale, Amministratori locali, Personale direttamente interessato).

Dandoci tempi relativamente brevi per addivenire ad una posizione comune da sostenere unitariamente nei confronti del Governo Nazionale in sede di esame e approvazione legge di stabilità 2015 nelle Commissioni di merito di Camera e Senato, sollecitiamo gli enti, comunque a porre in essere nei limiti di quanto è normativamente consentito gli atti propedeutici a riscontrare il dettato di cui all’art 4 commi 6 e 9 della legge 125/2013.

Ad ogni buon fine si rappresenta la necessità, di ribadire che, non sarà tollerato alcunché nei confronti delle istituzioni preposte, chiamate a riscontrare quanto andremo a sostenere con l’apporto imprescindibile della categoria; precisando che al di là di ogni ragionevole dubbio deve essere chiaro a tutti che il nostro operato è consequenziale ad una programmazione che diversifica nel tempo le azioni da intraprendere; a tal proposito non è escluso il ricorso ad una paralisi totale delle attività nell’ambito delle amministrazioni locali presenti sul territorio e in ultima analisi l’avvio di una procedura legale da intraprendere contestualmente nei confronti di tutte le amministrazioni degli enti locali .

La possibilità di intraprendere un’azione legale non ci spaventa e non la escludiamo a priori, ma vogliamo essere cauti, stante l’incertezza sull’esito che questa può determinare alla luce della normativa vigente in materia, al di là di quanto altri possano rappresentare avendo fiutato un interesse e un business.

Di fatto oggi, fino a nuova normativa, lo stato italiano ha con proprio decreto del 6 settembre 2001, n. 368, dato attuazione alla direttiva del Consiglio del 28 giugno 1999, n. 1999/70/CE relativa all’accordo quadro CES, UNICE, CEEP sul lavoro a tempo determinato; sancendo principi che non possono essere assoggettati a interpretazioni del tutto personali a secondo la convenienza; precisando che la reiterazione di più contratti a termine oltre il limite massimo di 36 mesi comporta la trasformazione degli stessi a tempo indeterminato solo ed esclusivamente nel settore privato, diversamente nella pubblica amministrazione, quantifica e riconosce un danno economico (alcune sentenze hanno quantificato in 20 - 30 mesi di retribuzione) al lavoratore dipendente interssato con la risoluzione immediata del contratto in essere.

  

                                                                           Il Segretario Generale

                                                                                     Giuseppe Cardenia

  

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