Comunicato Stampa 2 Dicembre 2014
Stiamo bene attenti e distanti dalle facili soluzioni, si corre il serio rischio di essere trasportati in una dimensione che trascende dai veri contenuti e dalla realtà a cui bisogna per forza di cose sottostare; avere la consapevolezza di chi siamo e cosa chiediamo è fondamentale per il buon esito delle nostre azioni . Nonostante nulla sia cambiato in ordine ai riferimenti normativi per l'avvio delle procedure di stabilizzazione da parte delle pubbliche amministrazioni ai sensi del decreto 101/2013 convertito in legge 125/2013, apprendiamo nostro malgrado che diversi operatori che calcano la scena del precariato per professione, continuano a dispensare tranquillità avvallando percorsi e soluzioni inesistenti prospettate da amministratori poco scrupolosi ma ben intenti a coltivare i propri interessi mantenedo in un regime di sudditanza politico sindacale centinaia di lavoratori che non hanno compreso le due facce della stessa medaglia.
Prima di intraprendere qualunque azione, sia essa di piazza che dal punto vista legale, bisogna avere contezza degli obbiettivi che s'intendono conseguire, ciò a ribadire che, se si procede in ordine sparso e senza un'adeguata conoscenza della problematica si corre il serio rischio di invalidare i buoni propositi .
Entrando nel merito della questione, come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali abbiamo dato mandato ai nostri legali di riscontrare se sussitono le condizioni e i presupposti per intraprendere un'azione legale, alla luce della sentenza pronunciata dalla Corte di Giustizia Europea sulla violazione delle direttive CEE perpetrata a danno dei lavoratori attraverso un abuso dei contratti a termine oltre il limite temporale massimo di 36 mesi, che consenta una riconversione del contratto a tempo indeterminato e non già solo una liquidazione del danno perpetrato .
Altra tematica a cui riservare massima attenzione è quella che porta una o più sigle sindacali a indire manifestazioni di piazza svincolate da proposte concrete che mirano ad ottenere una risposta sotto il profilo normativo con l'approvazione di specifiche norme di salvaguardia che tutelano definitivamente la catgeoria andando oltre la semplice prosecuzione delle attività; a tal uopo riteniamo non sufficiente tanto quanto improponibile ipotizzare cabine di regia se non c'è già una sceneggiatura che rende le comparse attori protagonisti del proprio futuro.
Nessuna preclusione e nessuna contrapposizione, solo chiarezza e obiettivi certi su cui indirizzare le nostre forze, consapevoli che non saremo di certo noi a limitare iniziative da qualunque parte esse provengono, ma al contempo non possiamo avallare manifestazioni che accomunano tutto e tutti a un semplice sventolare di bandiere.
Noi siamo pronti a dire la nostra mettendo sul tavolo proposte concrete e chiedere contestualmente al governo nazionale e regionale di pronunciarsi nel merito con una legge appropriata che poga il punto fine o quantomeno delinei definitivamente il percorso da intraprendere che indichi a priori l'obbiettivo che ci prefiggiamo di conseguire . un rapporto di lavoro che dia certezze e serenità senza scadenzare più gli anni della nostra vita .
A supportodi quanto sopra intraprendiamo un percorso che a partire da questa settimana ci vedrà impegnati su tutto il terriotorio regionale con assemblee e incontri istituzionali , dando concretezza agli impegni assunti il 30 Ottobre u.s. a Palermo durante i lavori del Forum Regionale sul Precariato Enti Locali e non solo .
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 27 Novembre 2014
Se ci limitiamo solo ad apprendere la notizia così come riportata dagli organi di stampa, in ordine alla sentenza pronunciata dalla Corte di Giustizia Europea, che condanna lo Stato Italiano a sanare la posizione di migliaia di lavoratori in servizio con contratto a tempo determinato nella scuola, per violazione delle direttive CEE che regolamentano la materia, attraverso la reiterazione di più contratti a termine oltre il limite massimo dei 36 mesi; così come, l’avvenuta approvazione in commissione bilancio dell’emendamento che posticipaal 31 Dicembre 2015 il termine entro cui gli enti sono chiamati a porre in essere le procedure di stabilizzazione attraverso l’approvazione del piano triennale del fabbisogno personale, andando in deroga ai fini della prosecuzione dei contratti a termine oltre il 31 dicembre 2014; senza soffermarci nel merito delle singole e specifiche questioni, si rischia di generare aspettative e consolidare comportamenti che vanno a compromettere il lavoro fin qui fatto .
Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, riteniamo che le novità intervenute nel corso della settimana che sta per volgere a termine sono da ritenere sotto il profilo giuridico – normativo importanti, ma al contempo necessitano di interventi normativi urgenti e complementari sia a livello nazionale che regionale, diversamente abbiamo solo posticipato nel tempo una problematica che così come affermato dall’On Capodicasa firmatario dell’emendamento e componente della Commissione Bilancio alla camera dei deputati, non sarà riproponibile viste le difficoltà avute per motivarlo e farlo dichiarare ammissibile nella sessione dei lavori in corso corso nella giornata di ieri .
Entrando nel merito delle singole questioni , senza appesantire o divagare oltre ogni limite che può rendere incomprensibile l’esposizione dei fatti si precisa quanto segue :
- Nel merito, la sentenza pronunciata dalla corte di giustizia europea, dispone un’interpretazione letterale e corretta delle clausole 4 e 5 punto 1 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso il 18 marzo 1999 che figura nell’allegato alla direttiva 1999/70/CE ; contestando all’Italia in qualità di stato membro una mancata osservanza o peggio ancora un abuso.
Quanto sopra impone una rivisitazione normativa del decreto legge 368/2000 è un risarcimento del danno anche attraverso la riconversione a tempo indeterminato dei rapporti di lavoro a termine del personale docente e ATA, cui il Ministero della Pubblica Istruzione fà ricorso per supplenze annuali nella scuola, senza finalizzare questi alla reale e concreta esigenza funzionale per la copertura dei posti vacanti presso le sedi degli istituti interessati .
Ciò sancisce un principio che ben si adatta alla realtà dei precari degli enti locali e delle pubbliche amministrazioni in genere ; ma tutto non per automatismo, bisogna al di là delle azioni legali che possono e devono essere intraprese, valutare e riscontrare sul piano normativo le posizioni che intende assumere la politica alla luce di questo pronunciamento.
- Relativamente all’emendamento approvato in Commissione bilancio alla camera dei deputati, si richiama l'attenzione sulle motivazioni che hanno consentito la deroga, anche per l’anno 2015, alle procedure di stabilizzazione correlandole alle forti limitazioni sul piano normativo ed economico che di fatto hanno impedito rendeno impraticabili le stesse .
Di fatto l’emendamento non risolve il problema di fondo che rimane in tutta la sua consistenza , ma dà tempo per addivenire ad una soluzione , che passa attraverso una rivisitazione normativa delle procedure legate alla specificità e al numero dei precari in forza negli enti locali in sicilia ; procedure che devono essere normate con la massima urgenza , stante le disposizioni di legge che dal 1 gennaio 2015 entreranno a regime nella pubblica amministrazione e che appesantiranno ulteriormente e in modo irreversibile ciò che oggi è stato già impossibile attuare , il riferimento và al decreto legge 66/2014.
Riteniamo che oggi più di ieri serve l’apporto di tutti per pretendere una risposta definitiva e non un rinvio senza speranza , anche se l’emendamento può ritenersi opportuno per avere maggiore agibilità nel tempo che ci impegna ad agire subito e non in prossimità del prossimo 31 Dicembre 2015.
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 21 Novembre 2014
Dobbiamo guardare con obbiettività senza mezze verità la problematica precariato enti locali, solo così possiamo venirne fuori isolando ciò che è superfluo e condiziona l’operato di chi altro non ha che interessi diversi, da una tanto auspicata soluzione definitiva alla vertenza occupazionale .
Troppe parole spese a vuoto, che dividono e contrappongono realtà diverse accomunate da un unico destino, bisogna avere il coraggio di affermare principi che nel modo più assoluto non possono essere messi in discussione, com’è il concetto stesso di “stabilizzazione” che a secondo a chi fa' riferimento assume una valenza diversa, sia nelle modalità quanto nelle priorità.
Non abbiamo fatto mai mistero del nostro modo di vedere e affrontare la problematica precariato, diversificando le procedure e la tempistica in relazione al personale dipendente a tempo determinato e al personale ASU , pur auspicando una soluzione complessiva e immediata di tutta la platea dei lavoratori interessati , non possiamo non evidenziare le difficoltà economiche, lo status giuridico di lavoratore , le norme che regolamentano la materia assoggettando questi a discipline diverse .
A differenza di quanti oggi alimentano aspettative e generano conflitti interni alla categoria per la
consapevolezza che ciò aiuta a gestire a proprio compiacimento gruppi più o meno consistenti di lavoratori e trarre a proprio vantaggio interessi che possono configurarsi in tesseramenti o forme astratte di pensiero, noi intendiamo essere come lo siamo sempre stati concreti e leali, prima di tutti con noi stessi .
Oggi non possiamo negare l’evidenza dei fatti in relazione alle forme contrattuali a tempo determinato, che vengono a trovarsi in una situazione di maggiore disagio rispetto a quelli che sono di puro assistenzialismo e come tali assumono priorità e necessitano di risposte immediate sul piano normativo .
A tal uopo risulta indispensabili riscontrare con la massima urgenza l’approvazione di alcune norme di legge che contemplano :
a) certezza sul trasferimento delle somme agli enti locali attraverso una modifica sostanziale del dettato normativo di cui all’art 30 comma 7 della legge 5/2014, rilegando l’accertato squilibrio di bilancio solo alla voce spesa personale ;
b) certezza sulla prosecuzione delle attività contrattuali oltre il 31/12/2014 attraverso modifiche sostanziali del dettato normativo di cui all’art 4 comma 9 bis della legge 125/2013;
c) certezza sulla legiferazione di norme che non limitano gli effetti a una prosecuzione delle sole attività ma diversamente affrontino in modo risolutivo il problema anche attraverso l’individuazione di un percorso che scongiuri il riproporsi della c.d. proroga di fine anno.
Oggi più di ieri siamo chiamati a vigilare sempre di più alla luce dei preoccupanti segnali che provengono dal presidente della Corte dei Conti sezione di controllo per la Regione Sicilia, con l'approssimarsi dell'esame della legge di stabilità e del bilancio regionale, non sono rassicuranti e avvallano le perplessità manifestate nel comunicato stampa di qualche giorno addietro, là dove riportiamo che la nomina dell'assessore al Bilancio e quello alla Funzione Pubblica nel nuovo esecutivo regionale "Crocetta ter" su indicazione del sottosegretario alla Presidenza De Rio non sono a caso ma bensì hanno il preciso compito di essere garanti per lo Stato centrale che chiede nuovi sacrifici a famiglie già in mezzo a una strada.
Tutto il resto chiacchiere di bottega .
M.G.L. Regione e Autonomie Locali
Dai forza al tuo Movimento!
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 20 Novembre 2014
Spesso il nostro modo di operare può essere travisato in comportamenti non consoni alla drammaticità della problematica rappresentata; ma è quanto mai opportuno evidenziare che, proprio per la difficile situazione che ci troviamo a gestire e il contesto storico in cui viviamo, bisogna agire fin quando è possibile, secondo procedure dettate dalla ragione delle cose, facendo prevalere sul piano istituzionale le competenze, solo dopo e conseguentemente a ciò supportare il lavoro fatto e le proposte presentate con iniziative forti, capaci di determinare una svolta, tralasciando ciò che effimero, l’agire per puro protagonismo, intraprendere iniziative per il semplice apparire .
Comprendiamo benissimo lo stato d’animo, le incertezze e le problematiche economiche vissute spesso solo a livello personale, ma bisogna che tutti assumiamo quella consapevolezza che solo agendo insieme possiamo fare la differenza, 25 anni di precariato non possono aver cancellato la rabbia che c’è dentro di noi , bisogna tirarla fuori e gestirla nel migliore dei modi indirizzandola a obbiettivi ben precisi, diversamente rischiamo che tutto si ritorce contro; proprio qui, il Movimento gioca un ruolo fondamentale , intervenire e coordinare al meglio le iniziative di protesta .
La nostra azione sindacale è in un continuo fermento, riteniamo che i tempi sono maturi per una manifestazione che lasci il segno, ma bisogna arrivare pronti all’appuntamento con la consapevolezza che nessuno può sottrarsi alle proprie responsabilità delegando al collega ciò che deve fare in prima persona.
Impegnamoci in prima persona senza distingui e appartenenze, a mobilitare da subito tutti attraverso un’informazione costante, puntuale e precisa rivolta al collega d’ufficio ai colleghi dei comuni limitrofi; nessuno lavoratore parte in causa in servizio presso qualunque ufficio o ente sul territorio della regione siciliana deve rimanere estraneo alla problematica, rendendosi parte attiva di un’azione mirata a cancellare quelle incertezze sul domani che da venti e più anni hanno segnato la nostra vita.
Attendiamo vostri suggerimenti, proposte, date , iniziative da intraprendere in tempi relativamente brevi, inoltrando email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o contattando i referenti provinciali MGL consultabili alla voce “contatti” sul presente portale .
Dal canto nostro diamo seguito all’azione intrapresa giorno 30 Ottobre 2014 a Palermo nel corso del Forum regionale sul precariato, portando avanti quell’interlocuzione necessaria e propedeutica a riscontrare quelle modifiche e integrazioni di leggi da parte del governo nazionale e regionale; attraverso un coinvolgimento diretto degli amministratori locali e del direttivo ANCI Sicilia , affinchè nessuno domani possa ritenersi estraneo alle nostre rivendicazioni .
M.G.L. Regione e Autonomie Locali
Dai forza al tuo Movimento!
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia