Comunicato Stampa 28 Novembre 2013
Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, non abbiamo mai sostenuto una posizione di bandiera ma di contenuti, ciò a riprova della difficile interlocuzioni con chi ha manifestato interessi diversi che non hanno e non continuano a trovare riscontro nell'interesse prioritario di tutela e salvaguardia degli attuali livelli occupazionali di una categoria, per troppo tempo considerata merce di scambio .
L'emergenza precari incomincia a delinearsi in tutta la sua drammaticità, prova nè il rimpallo di competenze e le variegate prese di posizioni attraverso le quali si tenta di sottrarsi alle proprie responsabilità, a partire dal Presidente Crocetta che oggi lancia il suo grido d'allarme con una lettera inviata al presidente del Consiglio Letta in merito a un emendamento approvato nella legge di stabilità che riserva un trattamento diverso ai precari della regione Calabria; ricordo e me stesso e a chi legge che l'autonomia della Regione Siciliana conferisce al Presidente un ruolo fondamentale in seno al Consiglio dei Ministri, ci chiediamo il perchè l'On Crocetta non vi abbia fatto ricorso esercitando fino in fondo e con autorevolezza ciò che era nelle sue facoltà.
Ci chiediamo perchè il presidente Crocetta, ha delegato il proprio ruolo politico al volere di segreterie di partito e alla compiacenza di sigle confederali che hanno dettato l'agenda dei lavori? Ci siamo chiesti il perchè, il Presidente ha delegato a uno sparuto gruppo di funzionari regionali, autorevoli nei titoli ma spaesati in materia, la trattativa con il Ministero e il governo nazionale ? Perchè chi da venti e più anni ha seguito con professionalità e competenza la materia è stato messo alla porta, rilegando questi a ruoli di secondo piano, quando necessitava una memoria storica e quella copetenza che nel 2010 porto a un deroga fondamentale per i precari e la Sicilia anche in presenza di un Ministro della Lega ?
Come possono CGIL CISL UIL, oggi contestare l'operato del governo regionale, arroccandosi su posizioni distinte e distanti, invitando alla mobilitazione di piazza, quando sono stati promotori e spregiudicati consiglieri di una scellerata soluzione al limite della leggittimità costituzionale tale da essere a rischio impugnatuiva da parte del Commissario dello Stato, come bene si può comprendere oggi in una dichiarazione resa dall'assessore Bianchi, che invitando tutti a non alimentare tensioni sociali, indica i confederali come soggetti proponenti del tanto famoso bacino unico regionale a cui rilegare il futuro di ventimila e più famiglie siciliane.
Il governo regionale ha annunciato per oggi la presentazione in Giunta della proposta di legge sui precari, che tanto ha impegnato i funzionari della Regione Siciliana nella sua formulazione, comprensibile le difficoltà riscontrate sia per la poca professinalità e competenza nel merito, date dal primo incarico conferito in materia, sia per le linee guida entro cui agire imposte dal Ministro D'Alia con la conversione in legge del decreto 101/2013, approvato dalle due camere del Parlamento nella totale indifferenza del Governo Regionale e della Deputazione siciliana eletta in questa legislatura; il testo i cui contenuti sono stati già anticipati per linee generali, dallo stesso Presidente, rischia di contribuire alla risulozione del problema in modo irreversibile, alla luce del dettato ministeriale che oggi si è concretizzato nella famosa circolare tanto attesa, consolidando concetti che sono solo esplicativi della stessa legge 125 del 30 ottobre 2013 quale conversione del decerto 101/2013.
Un'amministrazione può deliberare la prosecuzione dei rapporti in scadenza solo ed esclusivamente a condizione che questa sia finalizzata all'avvio delle procedure di assunzioni con contratto a tempo indeterminato individuate nel piano triennale del fabbisogno 2013/2016 e subordinatamente al rispetto dei parametri di spesa e in coerenza con la disponibilità di posti nelle rispettive dotazioni organiche .
Considerato che questi presupposti non saranno riscontrati dagli enti interessati nel 95% dei casi, il ricorso al ruolo unico regionale diventa una condizione imprescindibile, con la collocazione di detto personale in tre distinti elenchi uno per le categorie A e B, un'altro per lecategorie C e D e in fine un terzo per il personale ASU; ipotizzando che questa soluzione riscontri la positiva valutazione del Commissario dello Stato, la domanda che ci poniamo è: chi sarà il nuovo datore di Lavoro ? quale rapporto si andrà a istaurare? il servizio prestato ininterottamente per oltre venti anni alle dirette dipendenze della rispettiva amministrazione si interromperà ? quale ripercussioni e ricadute sull'enete e sul lavoratore ?
Pensare che era sufficiente preservare i dettati normativi di cui all'art 14 commi 24bis e 24ter della legge 122/2010, frutto di un impegno politico trasversale che aveva premiato la Sicilia e i precari siciliani, per dare continuità nelle more di una concreta stabilizzazione, mentre il tutto è stato reso impraticabile per volontà di un Presidente dedito all'improvvisazione e ai proclami, che non ha voluto ascoltare le contestazioni mosse da questa segreteria MGL Regione e Autonomie Locali nel corso della manifestazione regionale del 10 Aprile u.s., all'interno della sala gialla e alla presenza di 200 amministratori locali, in controtendenza con quanto sostenuto dalle stesse organizzazioni sindacali che oggi chiamano in piazza.
Riteniamo che solo un riconoscimento normativo alla specificità e alla professionalità acquisita da questo personale per il servizio prestato, potra sanare un'ingiustizia sociale che non avrà solo effetti dirrompenti sui lavoratori che vedrebbero negarsi un lavoro e un futuro, ma avrà effetti altrettanto dirrompenti sull'economia locale, non possiamo dimenticare che grazie a queste risorse si sono formate famiglie che vivono e spendono in realtà che diversamente sarebbero state abbandonate, garantendo un tessuto economico sociale di sopravvivenza .
Come MGL Regione e Autonomie Locali, ieri abbiamo portato avanti una serie di interlocuzioni in vista delle Commissioni Lavoro e Bilancio prossime alla convocazione per esitare il disegno di legge sopra annunciato, per presentare le nostre controproposte atte a tutelare e difendere ciò che fino a oggi abbiamo conquistato senza alcuna concessione gratuita, tra gli interlocutori anche l'ANCI che per il tramite il suo Presidente e Segretario condivide le nostre perpelssità e manifesta apertura nei nostri confronti come interlocutore.
La piazza è chiamata a una grande mobilitazione gli attori protagonisti non posssono che essere i lavoratori e gli amministratori degli enti interessati ; assolutamento NO a manifestazioni di bandiera come quelle indette e convocate per giorno 2 e 13 Dicembre .
Il Segretario generale
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 26 Novembre 2013 ter
ore 20:30 prendiamo atto, che nulla è stato concrertizzato nel corso dell'incontro dell'unità di crisi convocato oggi pomeriggio a Palazzo d'Orleans; il governo per l'ennesima volta ha parlato del nulla a rappresentato soluzioni e percorsi che aleggino nel solo pensiero di un grande sognatore qual'è il Presidente Crocetta, colpevole di non aver affrontato nei tempi dovuti e nelle sedi preposte la questione con serietà e determinazione che questa meritava; unitamente alla complicità dei sindacati confederali che al di là delle mobilitazioni che annunciano oggi, dopo l'ennesivo flop per mascherare e giustificare il loro operato, sono stati i primi a contrastare l'azione di questo Movimento autonomo reo di difendere gli interessi dei lavoratori, nel lontano 10 Aprile 2013, in occasione della manifestazione regionale convocata tra mille voci contrastanti, che invitravano a disertare l'iniziativa di piazza.
Quando con 10 mesi d'anticipo contestavamo l'operato di un Presidente e del suo governo e l'azione che questo poneva in essere all'indomani del suo insediamento a Palazzo d'Orleans nei confronti della categoria, cancellando venti e più anni di legislazione regionale.
Accusati di essere esecutori di mandanti occulti per contestare Crocetta, oggi la verità e sotto gli occhi di tutti, questo stato di cose non giustifica e non assolve un'intera classe politica eletta all'ARS che ha avvallato e approvato con il proprio consenso l'azione di un governo.
Oggi è semplice addebitare a questo o a quello le colpe per sottrarsi alle proprie responsabilità, ma a partire da noi, soggetti parte lesa, dobbiamo prendere atto che si è giunti al capolinea .
Bisogna mobilitarsi sui posti di lavoro pretendendo con forza un'azione congiunta dei sindaci, che per prima saranno chiamati ad affrontare l'emergenza che si presenta in tutta la sua drammaticità.
Oggi al tavolo "dei saggi" si prende atto e si ratifica ciò che noi "povera gente" avevamo detto e ridetto, gridato ai quattro venti mesi or sono, ovvero che, non solo è di difficile programmazione la stabilizzazione dei soggetti interessati, ma viene messa in forse la continuità dei rapporti di lavoro in essere.
Di fatto, come più volte ribadito, in totale solitudine e contro la posizione dei tanti ben pensanti, la circolare ministeriale non riscontra la soluzione tanto auspicata dal presidente Crocetta, per il semplice fatto che si limita ad una attenta lettura e semplice esposizione dei contenuti normativi del decreto 101/2013.
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 26 Novembre 2013 Bis
Ore 16:30 Sono stati contestualmente convocati :
- presso Palazzo Madama, Camera del Senato i lavori parlamentari per l'esame e voto di fiducia sulla legge di stabilità;
- presso Palazzo d'Orleans i lavori dell'unità di crisi , sulla problmatica precariato e illustrazione proposta di legge messa a punto dal Governo .
Si fà presente che solo per garantire un'informazione corretta e puntuale diamo notizia di quanto sopra riportato, convinti come siamo che in nessuno dei due casi la problematica trattata darà riscontro e risposte esaustive alla categoria.
Rinnoviamo l'invito a mobilitare tutto il personale in servizio con contratto a termine e/o impegnato in ASU, utilizzando ogni mezzo a nostra disposizione.
Seguirà in tarda serata , nuovo aggiornamento .
Il Segretario Gnerale
Giuseppe Cardenia
Comunicato Stampa 26 Novembre 2013
Hanno perso il filo logico della ragione! Ciò e desumibile dalle faraginose e incomprensibili proposte su cui ieri hanno lavorato i funzionari della Regione Siciliana per mettere a punto la proposta di legge, annunciata sabato, dal Presidente Crocetta come un dato di fatto, ma che fino a ieri sera stentava ad avere una sua formulazione.
Una copertura finanziaria di poco più di 350 milioni di euro, data per scontata dal governatore, viene messa in forse dal suo stesso assessore al Bilancio Bianchi, che ipotizza solo percorsi attaverso cui reperire le risorse in parola.
Ma ancor più grave sembra essere ciò che danno tutti per scontato, ovvero la prosecuzione dei contratti in scadenza al 31 dicembre 2013 più volte asserita dallo stesso Crocetta; forti dubbi sulla percorribilità di una norma che consenta questo anche in deroga alla disponibilità di posti che l'ente è chiamato a programmare quale fabbisogno di personale nel triennio 2013/2016, così come previsto dall'art 4 del decreto n.101/2013 convertito nella legge n.125 del 30 Ottobre 2013, anima il dibattito tra i funzionari che stanno predisponendo la proposta di legge, in assenza di direttive chiare e inconfutabili sotto il profilo giuridico, tali da scongiurare un successivo intervento da parte del Commissario dello Stato, così come ipotizzato dal Governo Regionale, che si affida a una fantomatica circolare ministeriale ai tanti sconusciuta se non per vaghi principi a cui la stessa dovrebbe ispirarsi.
Il problema di fondo su cui richiamiamo l'attenzione di tutte le parti interessate, è che si sta sviluppando un raggionamento che ignora la specificità della nostra categoria, calandola in un contesto molto più ampio e generico che nulla ha a che fare con il nostro precariato; basti pensare che stanno cercando di quantificare il personale precario in forza presso altre amministrazioni pubbliche presenti sul territorio della regione siciliana diverse dalla nostra categoria (EAS , ESA, Partecipate, etc.) per farli confluire tutti nel tanto decantato ruolo unico, fortemente contrastato da questa segreteria MGL Regione Autonomie Locali .
Ipotizzando, che è possibile prorogare i contratti in deroga al dettato normativo vigente, ammettendo la benevolenza di un Commissario dello Stato che non interviene con rilievi sulla leggittimità della norma approvata, ci siamo chiesti chi sarà a gestire questo personale? cosa comportera questo? che fine faranno venti e più anni di interotto servizio prestato alle dirette dipendenze delle rispettive amministrazioni ? Domani saremo nelle stesse condizioni attuali per vantare titolo assunzione da parte dell'ente presso cui oggi di fatto siamo in servizio ?
Per oggi è convocata l'unità di crisi presso palazzo d'orleans, stessi attori stesso copione, interpreti di una farsa che per troppo tempo ha mascherato la verità ; auspichiamo che possano smentire le nostre perplessità sul loro operato, affermando presupposti e condizioni per un percorso diverso che trovi sintesi nei punti appresso indicati :
a) tutela e salvaguardia degli attuali livelli occupazionali attraverso un consolidamento della spesa;
b) valorizzazione delle risorse umane attraverso un riconoscimento della professionalità e delle competenze maturate, che porti l'ente a certificare l'idoneità del personale interessato;
c) nessun ruolo unico che generalizzi la specificità della categoria, ma priorità nel rispetto delle posizioni giuridiche rilevate .
Se il Governo Regionale soccombe sotto il peso delle segreterie politiche e sindacali, il Governo Nazionale è sotto ricatto delle forze politiche che lo sostengono, al punto da procedere oggi con il voto di fiducia sulla legge di stabilità, mettendo in forse tutto il lavoro fin qui fatto con gli emendamenti presentati .
Credo che la pazienza ha un limite! per quanto ci riguarda, auspico che questa riflessione venga fatta liberamente ma con senso di responsabilità da ciascun soggetto che da oltre venti anni ha lottato per avere che quello che altri oggi tentano di usurpare, reagendo con tutta la rabbia e determinazione possibile al momento opportuno. Momento che mi sento di annunciare prossimo alle porte, massima allerta non ci saranno scusanti per nessuno, tutti dobbiamo rispondere alla chiamata in piazza.
Sarà nostra cura aggiornare il presente comunicato con ulteriori notizie in merito, si confida in una vostra condivisione e massima collaborazione nel divulgare il presente comunicato .
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia