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- Categoria: 2021
- Pubblicato Lunedì, 15 Marzo 2021 13:09
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Ci preme richiamare l’attenzione su alcuni passaggi fondamentali del nostro percorso di stabilizzazione, tra le tante difficoltà che abbiano dovuto affrontare in 30 lunghi anni di precariato, che bene riassumono in sé la forte opposizione e l’evidente contraddizione che ha caratterizzato l’operato di amministratori locali e sindacati .
Nel 2010 la Regione Siciliana, dopo un’estenuante trattativa portata avanti come MGL Regione e Autonomie Locali , esitava favorevolmente la nostra proposta di stabilizzazione, approvando una norma che riconosceva un contributo quinquennale pari al 80% e 90% del costo del contratto a favore degli Enti che procedevano alla stipula di un contratto a tempo determinato; la norma non sortiva gli effetti auspicati perché andava incontro alla ferma opposizioni di Sindaci e Sindacati che paventavano uno scenario apocalittico, ipotizzando allo scadere del contributo quinquennale un sicuro dissesto finanziario senza via d’uscita per gli enti che procedevano all'appliaczione della norma medesima.
Successivamente nel 2016 la Regione Siciliana, sempre dopo un lungo confronto portato avanti come MGL Regione e Autonomie Locali, esitava favorevolmente la nostra proposta di stabilizzazione, approvando una norma che consentiva la ricontratualizzazione a tempo indeterminato di quanti avevano maturato un'anzianità superiore a 36 mesi con raporto di lavoro a termine dietro conferma del contributo pari al 80% e 90% del costo del contratto in essere a favore degli Enti che procedevano alla stipula del contratto stesso; contro l’ostruzionismo portato avanti da tutte le sigle sindacali che rivendicavano una sorta di "transumanza" dei 13.000 dipendenti in servizio con contratto a tempo determinato nella Pubblica Amministrazione nella RESAIS e le resistenze degli Amministratri Locali che rivendicavano l'accesso dall'esterno di altri disoccupati.
Solo nel 2018 con la legge regionale 8 che storicizza laspesa fino al 2018 e con la legge regionae 1 del 2019 che dispone l'applicazione dell'art 20 comma 1 (assunzione diretta) del Decreto 75/2017 gli enti si sono visti costretti a procedere acnhe contro il volere degli altri sindacati che rivendicavano le procedure concorsuali egarantire il 50% delle assunzioni ad altro personale esterno.
Oggi prendiamo atto che tutte le preoccupazioni di Amministratori Locali e Sindacati sono venute meno eppure le procedure di reclutamento nella Pubblica Amministrazione sono più restrittive e complesse, assoggettate come sono alle rigide regole dettate dall’art 33 del Decreto 34/2019 che dispone il rispetto delle fasce percentuali, determinati dal rapporto tra spese personale ed entrate correnti, entro cui vanno a collocarsi le amministrazioni in funzione degli spazi finanziari disponibili da destinare al reclutamento di personale; fasce percentuali che nell' 80% dei casi vedono collocati i comuni nella posizione di minore vantaggio definendoli Enti non virtuosi e quindi non in condizione di procedere al reclutamento di nuovo personale ivi comprese le stabilizzazioni .
Tutto ciò premesso deve indurci ad un'attenta riflessione sul percorso di stabilizzazione avviato a favore del personale ASU in deroga ad ogni limitazione, o preoccupazione di alimentare situazioni di dissesto finanziario al venire meno del contributo oggi previsto per la sola annualità 2021, nessuna limitazione al piano fabbisogno personale o assenza di posti in dotazione organica, nessuna limitazione all’assunzione con contratti a tempo indeterminato, nessuna ipotesi di misura alternativa come ricorso alla RESAIS a soluzione della stabilizzazione tanto decantata a favore di chi annoverava una maggiore anzianità di precariato, nessuna preoccupazione se i fondi oggi recuperati a copertura ed integrazione della maggiore spesa presunta per la stabilizzazione, comportano un taglio ai trasferimenti ordinari generalmente previsti a favore degli enti locali per servizi alla collettività; permetteteci di avere forti dubbi sulla percorribilità dello stesso .
Il tempo come sempre ci darà ragione!
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia

