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- Categoria: 2021
- Pubblicato Martedì, 16 Marzo 2021 18:14
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Premesso che come associazione sindacale di categoria sosteniamo in modo incondizionato ogni percorso utile a superare qualsiasi forma di precariato, condividendo esperienze comuni al di là dell'appartenenza e di ciò che altri vorrebbero fare credere, insinuando dubbi, perplessità, sviando l'attenzione dal vero problema, alimentando lotte intestine per il solo fine di dividere e contrappore ciò che nella logica delle cose non può essere concepito se accomunati da un unico destino .
Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali abbiamo sempre operato con coerenza e lealtà e non già mai per generare cotrapposizioni tra colleghi, perchè ben presente e chiaro in mente è stato l'interlocutore a cui chiedere conto di questo male sociale, senza mai perdere di vista gli obiettivi che ci siamo prefissati nell'interesse di tutti, nel rispetto dell'anzianità maturata, ma mai a danno di chi ci sta accanto, dei tanti colleghi con cui abbiamo condiviso momenti difficili e quotidianamente ci ritroviamo sul medesimo posto di lavoro ad operare uno accanto all'altro.
Forse per un difetto di comunicazione, forse perchè altri colgono l'occasione propizia per riscattarsi sul loro mancato impegno nel sociale ( il riferimento è alle tante sigle sindacali e a quanti nutrono interessi ben diversi dal tutelare diritti dei lavoratori), latitanti come sono stati negli ultimi 30 anni, rilegati a semplici spettatori di una partita che non hanno mai giocato, una partita per la quale tanto ci siamo spesi portando in porto un risultato importante con la stabilizzazione di 10.000 colleghi, risultato che và a nostro dire consolidato, ponendo fine ad un precariato che ancora oggi vede poco più di 5000 lavoratori ASU e poco più di 2500 contrattisti in attesa di stabilizzazione, non possiamo negare che sono venute a crearsi delle tensioni e incomprensioni che vogliamo superare per andare oltre .
Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali non rinneghiamo ciò che in queste ultime settimane abbiamo sostenuto, ovvero il "Diritto di Precedenza" alla ricontrattualzzazione a tempo pieno del personale dipendente in atto in servizio con contratto a tempo indeterminato partime su ogni altra forma di reclutamento che l'ente possa intraprendere, precisando che questa rivendicazione non si contrappone alla stabilizzazione del personale ASU che legittimamente ne rivendica il diritto per porre fine al precariato; il problema di fondo sta nel sostenere la giusta soluzione al problema che la politica e il sindacato ha il dovere morale di indicare con competenza e responsabilità, dando risposta ai tanti colleghi che trepidanti attendono come riscatto della propria dignità morale .
Le nostre perplessità sul percorso stabilizzazione personale ASU prossimo al voto d'aula a Palazzo dei Normanni, trovano fondamento nelle tante criticità che altri non vogliono vedere, ma che a nostro dire sono alla base di qualsiasi ragionamento fondato e concreto per dare certezze alla categoria in discussione, che si sintetizzano in :
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mancata copertura finanziaria sul pluriennale (di fondamentale importanza e priorità era pretendere la storicizzazione della spesa anche solo quella che oggi si sostiene per corrispondere il solo sussidio ASU);
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mancato coinvolgimento dello Stato Centrale (così come di fatto oggi avviene per tutti i lavoratori ASU in servizio presso le altre Regioni d'Italia, demandando a questo l'onere finaziario, svincolando contestualmente le somme oggi imputate sul bilancio della Regione per pagamento sussidi con nuova destinazione, ovvero quella di compartecipazione alla spesa dei contratti a tempo indeterminato, avremmo tutelato le professionlità, nessun declassamento e garantito un contratto minimo a 18 ore settimanali contro le 13 ore che si prospettano ) ;
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Dubbi sulla leggittimità costituzionale della norma (si assoggettano le procedure di stabilizzazione ad una norma nazionale che fà riferimento ad altri parametri di spesa, senza tenere conto delle forti limitazioni di spesa imposte dall'art 33 del Decreto 34/2017 in materia di reclutamento personale; tenuto conto che oggi nel 80% dei casi i comuni siciliani vengono a trovarsi in una condizione di "ente non virtuoso" quindi impossibilitato a procedere con nuve assunzioni di personale.
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Limitazioni presso Enti in condizione di dissesto finanziario(come faranno i sindaci di quest comuni a procedere con la stabilizzazione del personale ASU, quando in atto trovasi in servizio altro personale precario contrattualizzato a tempo determinato da oltre venti anni che la COSFEL commissione del Ministero dell'Interno, preposta al controllo della spesa, non autorizza la stabilizzazione a tempo indeterminato perchè la dotazione organica rideterminata a seguito della condizone finaziaria in cui versa l'ente non ha posti sufficienti e in alcuni casi, non ha posti vuoti da destinare alle procedure di stabilizzazione )
Tutto ciò non può essere addebitato alla mancata conoscenza del collega ASU ma a chi è chiamato con senso di responsabilità ad operare nelle istituzioni e organismi vari nell'interesse dela categoria, che solo domani possiamo comprendere chi ha operato con lealtà e nell'iteresse della categoria stessa.
Altresì, non possiamo che esprimere disappunto per la mancata risposta ai 2500 colleghi che si trovano a prestare servizio presso Enti in dissesto o con piani di riequilibri approvati, per la loro mancata stabilizzazione, nonostante da mesi la I Commissione parlamentare all'ARS ha esitato un ddl di iniziativa governativa che ne delinea il percorso indicandone la soluzione, ampiamente condivisa da questa segreteria MGL; a tal uopo rivendichiamo con priorità la sua calendarizzazione per i lavori d'aula subito dopo l'approvazione della legge finanziaria e del bilancio pluriennale della Regione Siciliana
Certi di avere dato delle indicazioni e fatto le dovute precisazioni a motivo di quanto sostenuto dalla nostra associazione sindacale MGL Regione e Autonomie Locali nelle ultime settimane si resta in attesa di ogni eventuale e ulteriore chiarimento e confronto .
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia

