MGL E' arrivato oggi il via libera da parte della Ragioneria Generale della Regione Siciliana per il pagamento delle somme dovute agli enti locali a saldo 2016 per le retribuzioni corrisposte al personale in servizio con contratto a tempo determinato, gli Uffici del Dipartimento Autonomie Locali con cui in mattinata abbiamo avuto interlocuzione diretta presso l'assessorato regionale hanno già predisposto il primo blocco di mandati a favore dei comuni che hanno presentato istanza entro il 15 Marzo c.a. e risultano essere in regola con la documentazione di rito, seguiranno nei giorni a seguire altri mandati appena definita l'istruttoria delle istanze che i comuni avranno cura di presentare o regolarizzare nella parte documentale  .

Passo avanti anche in Commissione Bilancio all'ARS che alle prime luci dell'alba ha esitato il testo definitivo della legge finanziaria e del bilancio pluriennale della Regione Siciliana e si appresta a trasmetterlo all'aula nella giornata di domani per la discussione generale e a seguire la presentazione degli emendamenti per poi iniziare l'esame dei singoli articolati e giungere all'approvazione .

Relativamente alle procedure di stabilizzazione del personale precario in servizio presso le Autonomie Locali e altre Pubbliche Amministrazioni così come prioritariamente regolamentato dall'art 3 commi 1 e 2 della legge regionale 27/2016, si attende di conoscere entro il prossimo 30 Aprile la posizione che l'Assessorato Regionale alle Autonomie Locali e nel merito il Dipartimento della Funzione Pubblica intende assumere nei confronti del personale che può essere dichiarato in esubero presso le dismesse Province in ossequio a quanto previsto dal precedente art 2 della medesima legge, relativo alle dotazioni organiche delle Città Metropolitane e liberi Consorzi comunali.

Di fatto, gli enti interessati alle procedure di stabilizzazione possono comunque, procedere in ottemperanza a quanto previsto dall'art 3 comma 22 che, pur subordinando l'avvio dei percorsi di stabilizzazione alla conclusione delle procedure dettate dal precedente art. 2, nulla osta a favore del percorso di stabilizzazione successivamente al 1 marzo; evidente è, che al ricorrere di tale ipotesi l'ente deve tenere conto dei vincoli che gravano sulle capacità assunzionali rilevate per gli anni 2014 e 2015 destinate a favore delle procedure di mobilità da attivare nei confronti del personale in esubero delle dismesse province regionali  . 

Contrariamente a quanto inverosimilmente si continua a sostenere in lungo e in largo, come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali manteniamo ferma la nostra posizione e convinzione sul lavoro fin qui fatto, ritenendo quanto mai opportuno di sollecitare le Amministrazioni Locali e il personale interessato a  farsi promotori e sostenere con coscienza e conoscenza presso gli organi istituzionali regionali preposti l'applicazione immediata della legge regionale 27/2016; al contempo diamo seguito alla nostra azione sindacale, come organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa, nell'interesse prioritario della categoria che ci onoriamo di rappresentare, alimentando quell'interlocuzione indispensabile, diretta e costante  con il governo e le istituzioni regionali e nazionali tutte , portando avanti confronti, proposte migliorative e di completamento alla norma in parola.

Nel merito siamo intervenuti con la presentazione di emendamenti alla legge finaziaria regionale e presso le Commissioni parlamentari di Camera e Senato sulla discussione del decreto legge sulla riforma del testo unico del pubblico impiego, limitatamente alla parte che interessa i "precari storici"  evidenziando la necessità di andare oltre il principio di concorso quale procedura di avvio al lavoro con contratto a tempo determinato, ma bensì estendere anche al concetto di specifiche norme di legge, come per altro sostenuto e leggiferato in passato ( vedi legge finanziaria 296/2006).

In merito ad alcune dichiarazioni che nelle ultime ore circolano sui social network , rese da lavoratori più o meno strutturati in movimenti sigle e organizzazioni varie, ci risulta incomprensibile come questi  possano avvallare proposte che consentono di ampliare a dismisura e senza controllo la platea di potenziali soggetti beneficiari della norma "salva precari" contemplata nel decreto di riforma sul pubblico impiego all'esame del parlamento nazionale, alimentando clientele e preconfezionando aspettative a discapito del vero precario storico siciliano, che non deve attendere il 31 dicembre 2018 per conseguire il requisito dei tre anni di anzianità nella pubblica amministrazione ma già oggi nè annovera ben trenta al proprio servizio  .

                                                                      

                                                       Il Segretario Generale

                                                              Giuseppe Cardenia