MGL

Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali non viene meno l’impegno assunto nei confronti della categoria e ancor prima di colleghi con cui si è condiviso un percorso, attraverso un monitoraggio continuo e costante della condizione cui veniamo a trovarci, intervenendo presso le sedi istituzionali preposte a trattare, presentando proposte, apportando in silenzio e senza tanti clamori il nostro modesto contributo ai lavori nell’interesse prioritario e assoluto del personale precario interessato; ci chiediamo se lo stesso interesse muove chi è preposto a porre in essere gli atti necessari a far si che si delinei un percorso chiaro e definitivo che dopo venti e più anni tenga in debita considerazione le aspettative di una generazione che per ragioni di cose e di tempo deve porre il punto fine a questa estenuante e umiliante vertenza lavoro, riconoscendo in modo insindacabile il diritto a siglare un contratto a tempo indeterminato.

Oggi siamo sempre più convinti che la soluzione tarda ad arrivare non solo per una vecchia ma consolidata logica politica del mantenere in rapporto di sudditanza migliaia di persone che nulla devono ma tanto hanno a pretendere, ma ancor di più per una classe politica impreparata e improvvisata a ricoprire ruoli di governo che comportano scelte e decisioni importanti, altrettanto impreparata risulta essere la casta dei funzionari regionali che oggi si trova a sostituire chi per ragione di anni è andato in quiescenza, senza avere maturato quella conoscenza necessaria che solo attraverso una memoria storica consente di affrontare la problematica senza ripercussioni e conseguenze che ciò comporta una mancata esperienza; in ultima analisi delle responsabilità vanno imputate anche a chi in ambito locale, politico o funzionario che sia, si lascia andare con superficialità ad interpretazioni alquanto discutibili e fuori luogo, disponendo a proprio uso e consumo di leggi e circolari, generando confusione e conflittualità nel personale precario inteso nel senso più ampio del termine che risulta essere sempre più spaesato.

Ciò premesso cerchiamo di riportare di seguito in sintesi ciò che la legislazione vigente dispone:

  1. due le tipologie di lavoratori a cui la regione fa' riferimento differenziando le direttive , personale utilizzato in ASU che sottostà alle competenze dell’assessorato regionale al lavoro e personale dipendente a tempo determinato che soggiace alle direttive dell’assessorato regionale alle autonomie locali , eccezione fatta per il personale contrattualizzato e in servizio presso enti diversi dagli enti locali (comuni , consorzi di comuni , città metropolitane , unioni di comuni )
  2. Il personale utilizzato in ASU è tenuto a riscontrare la compilazione della modulistica pubblicata sul sito del dipartimento lavoro con Avviso del 9/11/2016 e l’ente utilizzatore di riferimento a procedere entro il prossimo 20 novembre alla trasmissione del programma di fuoriuscita secondo il format pubblicato sul sito del dipartimento lavoro in ottemperanza alla nota prot. n. 54014 del 21/10/2016; si ribadisce che il personale in servizio a tempo determinato anche quello assoggettato al controllo del dipartimento lavoro non è destinatario di tale direttiva e come tale non deve compilare alcuna modulistica .
  3. Il personale dipendente a tempo determinato è destinatario solo delle disposizioni impartite con circolare n. 9 e 10 del Dipartimento Autonomie Locali, le amministrazioni degli enti interessati devono provvedere entro e non oltre il termine del 30 Novembre a predisporre un’articolata relazione che unitamente agli allegati tecnici ( Modello A e B) vanno trasmessi al dipartimento autonomie locali previa adozione di delibera da parte dell’organo esecutivo .

Nel merito si richiama l’attenzione sui contenuti che la relazione è chiamata a riscontrare ovvero rappresentare lo stato di fatto mettendo in evidenza ciò che per anni l’amministrazione stessa ha affermato e motivato nell’adozione delle delibere di proroga (necessità del personale in servizio con contratto a tempo determinato perché funzionale alla macchina amministrativa dell’ente, in quanto professionalmente formato e competente nello svolgimento delle funzioni assegnate evidenziando i ruoli e i posti ricoperti anche con assegnazione di specifiche responsabilità) rappresentare e mettere in evidenza la disponibilità di posti nella dotazione organica e l’invarianza di spesa nelle procedure di riconversione dei contratti a tempo indeterminato fermo restando il principio della storicizzazione della spesa al 31 dicembre 2013; altresì indicare la presenza di vinvitori di concorso a seguito delle procedure espletate ai sensi della legge regionale 24/2010 o se sono in corso di definizione .

Per quanto sopra si rappresenta altresì che la relazione è lo strumento che consente all’ente e alla regione di acquisire dati utili al percorso di stabilizzazione e alla definizione delle proposte in discussione.

Relativamente al piano triennale del fabbisogno personale 2016/2018 gli enti nella sua stesura non devono allo stato attualetenere conto delle somme vincolate e riservate alle procedure di mobilità del personale proveniente dalle dismesse province in quanto non recepita come direttiva dalla Regione Siciliana (legge 190/2015) indipendentemente da quanto sostiene dalla Corte dei Conti il cui parere non è vincolante; lo stesso piano triennale non và allegato allla relazione di cui sopra .

Ciò premesso, riteniamo opportuno notiziare con il prossimo comunicato stampa in ordine alle proposte in corso di definizione a Roma e Palermo , entrando pù nei dettagli di quanto ha già riportato la stampa nella giornata di ieri .

                                                              Il Segretario Generale

                                                                   Giuseppe Cardenia