- Dettagli
- Categoria: 2016
- Pubblicato Martedì, 11 Ottobre 2016 16:47
- Visite: 1983
Fare sintesi è d’obbligo! sulle tante mezze verità che circolano in rete, generando confusione tra gli addetti ai lavori e la categoria, con il rischio di sviare l’attenzione dal vero problema che è e rimane quello di assoggettare le stabilizzazioni del personale in servizio con contratto a tempo determinato alle rigide norme che regolano le ordinarie procedure di reclutamento nella pubblica amministrazione, considerando queste “nuove assunzioni” .
Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, non possiamo consentire a nessuno di insabbiare posizioni e svendere professionalità generalizzando sul concetto “precariato”, inteso nel senso più ampio del termine; certo è, come sempre da noi sostenuto senza ipocrisia, che il precariato ha mille sfaccettature e come tale non può essere affrontato in modo univoco assoggettando tutto e tutti alla medesima soluzione, questo non vuol dire non dare soluzione alimentando conflittualità, ma differenziare la soluzione programmandola nel tempo, cosa che l’assessore Miccichè sembra non abbia ben compreso .
Il precariato a cui facciamo esplicito riferimento e per cui tanto ci siamo spesi negli anni, in termini di proposte e articolati confronti con le istituzioni sia sul piano politico quanto sociale è quello generato dalla normativa nazionale e regionale in materia di attività socialmente utili e/o lavori di pubblica utilità, evidenziando la differenza sostanziale sotto il profilo giuridico che passa tra queste e il personale dipendente con rapporto di lavoro a tempo determinato presso le pubbliche amministrazioni; cosa ben diversa sono i PIP e i soggetti beneficiari del c.d. reddito minimo garantito riconosciuto solo a residenti su specifiche aree geografiche della Regione Sicilia come le province di Enna e Caltanissetta, a cui l’assessore al lavoro fà esplicito riferimento politico .
Ciò premesso, come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali siamo del parere che al di là di qualsivoglia ragionamento, due sono le strade percorribili
- una legge speciale che deroghi al concetto di stabilizzazione così come fino ad oggi sottinteso, considerando queste non più “nuove assunzioni” in presenza di parametri certi come la storicizzazione della spesa che ad “invarianza della stessa” riscontri appieno la riconversione e il consolidamento dei rapporti in essere a tempo indeterminato;
- una legge che tuteli e salvaguardi la condizione di lavoratore dipendente della pubblica amministrazione attraverso il consolidamento delle posizioni giuridiche, economiche e previdenziali maturate, indipendentemente dalla natura e/o dallo strumento a cui fare ricorso per concretizzare l’obbiettivo ;
in ambedue le ipotesi, deve essere prioritariamente garantita la copertura di tutti i posti disponibili in dotazione organica dell’ente con il personale dipendente a tempo determinato, di fatto già in servizio presso il medesimo ente, così come per altro era stato leggiferato dal parlamento nazionale nel luglio 2010 con la legge 122; limitando il ricorso all’istituto della mobilità entro i 50 Km nel caso in cui non può essere presa in considerazione la condizione di sopranumerarietà nell’ente stesso .
Al di là di quanto oggi, tutti, abbiamo potuto apprendere dalla stampa e dalla redazione del TGR Sicilia, possiamo affermare a seguito di interlocuzione diretta avuta con l’assessorato al Bilancio di cui Baccei è massima espressione politica, che l’incontro portato a termine ieri a Roma tra il governo regionale e il sottosegretario alla funzione pubblica Rughetti, se pur non ha definito tutti gli aspetti della vertenza ha sancito un’apertura sulle posizioni che da tempo noi rivendichiamo, al contempo ha posto le basi per una proposta che in modo armonioso possa svilupparsi facendo convergere quanto più possibile l'interesse di tutto il parlamento nazionale; in ordine alla proroga questa a differenza degli anni passati deve essere complementare alla proposta e deve accompagnare le procedure di riconversione dei contratti a tempo indeterminato, tutto ciò non deve trarci in inganno arrivando a facili conclusioni, ma certamente ci motiva ancora di più a perseverare sulla strada intrapresa e a non fare venire meno l’attenzione sulla problematica che deve restare al centro dell'attenzione e oggetto di discussione continua fino a che non giunga a soluzione, consapevoli che la politica oggi è pronta a dire SI domani pronta a dire NO .
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia

