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- Categoria: 2016
- Pubblicato Venerdì, 14 Ottobre 2016 06:58
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Noi non stiamo a guardare! Se è vero che l’assessore Lantieri è l’interlocutore principe a cui fare riferimento per competenza diretta nel trattare la problematica precariato enti locali è altrettanto vero che la stessa non può in autonomia, pur assumendo a se quell’autorevolezza indispensabile e propedeutica nell’esercizio delle proprie funzioni, rappresentare al governo nazionale ciò che deve essere rappresentato da tutta la classe politica siciliana, impegnando questa senza divergenza alcuna a sostenere e dare soluzione ad un’emergenza sociale e istituzionale, così come sostenuto in I° Commissione Affari Istituzionali all’ARS giorni addietro .
Per queste ragioni siamo del parere che l’interlocuzione deve essere rapportata a più livelli istituzionali coinvolgendo in modo diretto e senza veli la classe politica tutta (maggioranza e opposizione), chiamandola alle proprie responsabilità e non già trincerarsi dietro la solita “foto ricordo con la Lantieri” indirizzando colpe che ci sono, solo in un'unica direzione, troppo riduttivo e poco gratificante .
Certo che, dopo l’iniziativa del 30 Giugno scorso dove la categoria si è ritrovata numerosa in piazza, grazie al venir meno di vecchie logiche d’appartenenza che tanto male, inconsapevolmente fanno a quel precariato che vive in funzione o in subordine a queste; vedere alcune sigle (CUB, CSA, Alba, Confintesa) promuovere autonomamente iniziative di piazza fine a se stesse, (dovremmo chiederci cosa a fine giornata queste hanno prodotto) con il solo risultato di prestare il fianco a facili strumentalizzazioni che portano la politica a giocare a rialzo, prospettando soluzioni alquanto discutibili e fuori da ogni logica se non quella del tornaconto elettorale è incomprensibile per chi si propone di tutelare e salvaguardare posti di lavoro, cosa diversa per chi si propone di promuovere la propria sigla sindacale in prossimità di una scadenza che coincide con quella della vertenza precari, ovvero 31 dicembre , termine entro cui si và anche al conto delle tessere per essere valutati ai fini della rappresentatività su scala nazionale .
Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali ma ancor prima come lavoratori precari, riteniamo che lo scorso 30 Giugno abbiamo sprecato una possibilità, per volontà di una categoria che ha pensato bene di assecondare per l’ennesima volta il volere di quelle sigle che in piazza hanno deciso di disertare al momento in cui la politica si apprestava ad ascoltare, dovremmo chiederci perché ? Oggi a distanza di 4 mesi da quella manifestazione e a 2 mesi dalla scadenza dei contratti siamo tutti travagliati nel nostro “IO” nel dire tutto e il contrario di tutto, riportando ciò che ci passa per la mente nelle chat che imperversano numerose sui social network, violentando il pensiero altrui; mi chiedo quanti di questi sono pronti a sostenere in piazza ciò che animatamente e con vigore postano nel silenzio di una stanza ?
Ebbene, come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali non abbiamo dubbi sul percorso da fare e sulla necessità di portare a termine e a soluzione nel breve tempo possibile questa vertenza lavoro, ma a differenza dei tanti siamo convinti che questa è una battaglia che và giocata sullo stesso terreno del governo, attraverso un continuo pressing sulle forze politiche (maggioranza e opposizione) con cui non abbiamo nessuna difficoltà a sostenere e portare avanti confronti così come di fatto stiamo facendo.
Pronti a promuovere e condivider tutte quelle iniziative di piazza e di disturbo che possono tenersi in ambito locale, ma determinati più che mai a mobilitare tutti senza se e senza ma per una grande manifestazione di piazza a Palermo a presidiare Palazzo dei Normanni nella giornata in cui viene annunciata in Commissione di merito all’ARS la discussione sulla proposta di legge che ci riguarda; con un solo fine e un unico obbiettivo “non sprecare l’occasione così’ come avvenuto il 30 giugno”; perchè lì in quella sede e in quel preciso istante si parlerà di NOI e NOI dobbiamo essere presenti, senza questa volta assecondare o essere subalterni alle direttive impartite da segreterie di sigle, che a priori non contestiamo per partito preso.
Chiunque voglia procedere in altre direzioni è libero di farlo, non siamo noi a condizionare le scelte di migliaia di lavoratori precari o a contrastare guerre di piazza, perchè noi siamo per le iniziative forti e decise ma se finalizzate, ai posteri l'ardua sentenza !
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia

