MGL Dobbiamo avere tutti, indistintamente, il coraggio di affermare le proprie idee, non per questo devono apparire autoritarie e in controtendenza col momento che stiamo vivendo, ma diversamente far si che queste non risultino pretestuose ma utili a stimolare quel confronto tanto indispensabile a fare emergere la verità; quella verità spesso viziata nella forma e nella sostanza delle cose .

Sappiamo tutti che la partita sui precari si sta giocando a Roma tra compromessi e tagli che sanno di nulla; che entro domani la commissione Bilancio alla Camera dei deputati esiterà il testo dell’emendamento relativo alla problematica occupazionale dei 18.000 e poco più lavoratori dipendenti con contratto a termine nelle pubbliche amministrazioni in Sicilia, riconducibili al famigerato art 30 della legge 5/2014 (norma di recepimento decreto 101/2013), che la soluzione e divenuta materia del contendere tra i papabili candidati alla Presidenza nelle prossime elezioni regionali nell’ambito dello stesso schieramento politico.

Non è importante chi promuove l’iniziativa è assai più importante ciò che l’iniziativa stessa intende promuovere; non facciamo una questione di paternità ma di contenuti e prospettive che non possono essere svincolate dal vero obbiettivo di porre il punto fine a questa vergognosa vertenza occupazionale del precariato siciliano degli enti locali, che a nostro modesto parere non passa per bandi di concorso, turnover, percentuali di economie, ricorsi e quant’altro, ma attraverso una chiara volontà politica a prendere atto dello stato di fatto e procedere nel solco di quanto già lo Stato ha normato con le finanziarie relative agli anni 2007 e 2008 a favore di migliaia di colleghi in servizio con contratto a tempo determinato negli enti locali delle regioni d’Italia diverse dalla Sicilia .

Chi ricopre ruoli importanti in ambito nazionale, tali da spendersi in modo proficuo per la nostra causa abbia la decenza di non mascherare le proprie inettitudini e le proprie ambizioni con prese di posizioni tardive e fuori luogo.

Questo nostro modo di comunicare non è un modo per dissuadere le persone a partecipare ma bensì per indurle a ragionare .

                                                                           Il Segretario Generale

                                                                Giuseppe Cardenia