MGL Sussiste concretamente la volontà a riscontrare favorevolmente e in modo definitivo la problematica precariato enti locali o tutto è subordinato a un contendersi la paternità di chi vuole dare parvenza ad una soluzione che nella sostanza delle cose non vuole dare ? Mantenere in uno stato di sudditanza e bisogno poco più di 18.000 famiglie siciliane, che nulla hanno da rimproverarsi e sottacere di fronte a uno spettacolo così indecoroso, non trova alcuna giustificazione .

Troppe parole spese e pochi fatti materializzati; come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali diamo continuità all’impegno profuso in prima persona a seguire l’intricante vicenda degli emendamenti che tra i tavoli della commissione Bilancio alla Camera  prima e per iniziativa del governo regionale dopo

condizionano l’evolversi della situazione, arricchita in questo fine settimana dalle dichiarazioni ad effetto del Presidente Crocetta che ancora una volta prima di ascoltare la categoria agisce in modo disordinato e senza meta arrecando danno su danno ai siciliani, sottraendosi com’è sua consuetudine fare alle proprie responsabilità, riproponendo un semplice rinvio di tre anni, consapevole che la platea nè esce gratificata e appagata di contro a un possibile sciogliete le righe, tutti a casa, superando di fatto il proprio mandato elettorale .

Ebbene, riteniamo che un solo rinvio (proroga) svincolato da un plausibile progetto di stabilizzazione non serve a nessuno ; prima su tutto bisogna sottrarre alla disciplina del 101/2013 (tanto cara al presidente Crocetta e all’ex ministro Dalia), la categoria dei precari enti locali per la sua particolare specificità, rivendicando con forza e sul piano istituzionale a favore di questa, l’applicazione di norme che lo Stato ha esitato con proprie leggi finanziarie del 2007 e 2008 a favore di migliaia di precari in forza agli enti locali nel resto d'Italia ad eccezione fatta della Sicilia, nonostante il ricorrere delle stesse condizioni .

Non possiamo perderci dietro articolate proposte di legge o farraginosi emendamenti da presentare alla legge di stabilità nazionale o regionale, quando in via prioritaria ed esclusiva dobbiamo tutti acquisire la consapevolezza della disparità di trattamento operata a danno di 18.000 famiglie siciliane per scelte sbagliate della politica siciliana.

Rivendicare l’immissione in ruolo del personale precario enti locali che annovera a sé un’anzianità di servizio superiore a trentasei mesi, a copertura dei posti che risultano disponibili nelle dotazioni organiche delle rispettive amministrazioni locali senza alcuna procedura concorsuale ma nel rispetto delle professionalità e delle competenze maturate nelle categorie contrattualizzate a termine, non deve scandalizzare perché ciò è quello che è stato fatto nel resto d’Italia con le leggi anzi richiamate, peraltro ribadito con successiva norma rimasta inapplicata, ovvero l’art 14 commi 24 bis e 24 ter della legge 122/2010 .

In relazione alla manifestazione del 11 dicembre p.v. indetta e convocata su Palermo dalla triplice sindacale, ribadiamo la nostra posizione che risulta essere sempre quella di non dissuadere nessuno a prendere parte a iniziative dove la problematica precariato risulta essere oggetto di discussione al contempo rivolgiamo l’invito a una profonda riflessione sui contenuti e gli obbiettivi che la stessa si prefigge di conseguire .

Siamo consapevoli che necessita una forte mobilitazione da parte dei lavoratori interessati e delle istituzioni locali, lo abbiamo anticipato anche nel precedente comunicato stampa, ma questa và fatta in funzione di ciò che si rivendica, senza lasciare spazio a generici proclami; rivendicazioni che nella manifestazione del 11 dicembre ci sfuggono o non si riscontrano in modo chiaro, non si comprende bene chi incontrare e quale proposta concreta si vuole attenzionare.

Noi abbiamo affermato la nostra posizione (limitare la prosecuzione a tempo determinato a quanti non trovano collocazione nell’ente con contratto a tempo indeterminato per mancanza di posti a questi attribuibili, tutelandoli fino a completo assorbimento degli stessi) vorremmo capire se e quanto la stessa e condivisa, non avrebbe senso aver sottoscritto un documento comune lo scorso 18 luglio 2015 a Villa Niscemi e poi nel merito seguire percorsi diversi.

La chiarezza è d’obbligo !   

  

- Incontro territoriale Terrasini

   9 Dicembre 2015 ore 16:00 Comune di Terrasini

                                  

                                                Il Segretario Generale

                                                        f.to   Giuseppe Cardenia