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Comunicato Stampa 16 Luglio 2013

Da un primo incontro avuto ieri mattina ad Acireale con il Ministro per la Pubblica Amministrazione On D'Alia, si profila un percorso che riscontra in minima parte la posizione di questa segreteria MGL Regione e Autonomie Locali e quindi dei lavoratori interessati.

Ciò che emerge è una scarsa conoscenza della problematica e un modo assai approssimativo di definire una soluzione che possa determinare la riconversione dei contratti in essere a tempo indeterminato.

Come segreteria MGL abbiamo focalizzato l'attenzione sulla particolare condizione sociale che si trova a vivere il personale in  atto in servizio nei vari enti e  la specificità di questa categoria, che non può essere posta sullo stesso piano di altri lavoratori con contratto a tempo determinato in servizio in altre regioni d'Ialia, ciò che può andare bene per i precari della Lombardia non và bene per il personale in servizio in Sicilia, data la diversità e l'esiguità dei numeri .

Abbiamo ribadito che la soluzione passa attraverso la concessione di deroghe alle limitazioni vigenti in materia di reclutamento personale nella P.A., diversamente operare tenendo conto solo dei parametri esistenti in materia ovvero tournover e limite del 40 - 50 % delle economie di spesa avute nell'anno precedente , rischia di ingenerare una conflittualità interna ai lavoratori interessati .

Per quano sopra abbiamo sollecitato un ulteriore incontro con il Ministro, che si è reso disponibile, per meglio argomentare e valutare  le posizioni da assumere nel merito .

  

                                                                                                                   Il Segretario Generale

                                                                                                                         Giuseppe Cardenia

Comunicato Stampa 18 Giugno 2013

 

Siamo certi che ad ogni livello istituzionale, ciascuno ha fatto la propria parte? che ciò che è stato fatto, era solo ciò che era possibile fare ? che non ci sono colpe e responsabilità soggettive sul piano politico ? che si è preferito più assecondare anzichè rivoluzionare un modo di fare e intendere la politica, come spirito di servizio  a vantaggio di chi per colpe ad esso non attribuibili vive in uno stato di bisogno e necessità ? Chi era controparte ha cercato il confronto ? ha contrastato o ha mantenuto fede a vecchie logiche di parte, sature di compromessi e ingiustizie sul piano sociale ? 

  

Domande che non possono più disattendere una risposta!

  

Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali riteniamo che bisogna agire sul piano istituzionale oggi più che mai,  fare assumere responsabilità dirette e concrete a ogni livello , dall'amministratore locale che non può sottrarsi e attendere che altri limpartiscono disposizioni a cui attenersi passivamente al governo nazionale che è chiamato ad affrontare la problematica tenendo conto della sua particolare e unica specificità regionale.

Non è più consentito a nessuno delegare a terzi o immagginare chissa quale soluzione artificiosa che prende  tempo per valutare e argomentare ulteriori rinvii, così facendo  rimettiamo in gioco il lavoro e la credibilità di ciò che fin qui è stato fatto, l'approvazione di leggi regionali, l'adozione di delibere motivate dal ricorrere delle condizioni e delle necessità di fare fronte a esigenze di servizio, dalla comune volontà manifestata nel dare continuità e non disperdere le tante professionalità acquisite attraverso una formazione costante e continua nel tempo che ha  concretizzato  e non ipotizzato veri rapporti di lavoro .

Non possiamo oggi dire tutto e il contrario di tutto, avere titubanze sul da farsi,  giustificando comportamenti che dobbiamo avere il coraggio e l'onesta di contrastare, tanto più in momento così difficile sul piano economico e sociale; in un momento in cui la problematica lavoro assume una valenza prioritaria ponendosi al primo punto all'ordine del giorno di incontri istituzionali.

  

Ai tanti procacciatori d'affari, tali considero quei pochi legali di grido che propongono ricorsi in giro per la Sicilia, sottoponendo deleghe in bianco da firmare a soggetti che non sanno più a che santo votarsi pur di porre fine a una condizione sociale insostenibile, rivolgo un invito a rappresentarmi con onesta una solo caso definito positivamente o quanto meno una condizione che giustifichi e trovi fondamento giuridico per la possibile trasformazione di un rapporto di lavoro da tempo determinato a indeterminato . 

  

Riteniamo che la risposta è solo politica e in questa và ricercata, senza farsi strumentalizzare , consapevoli che bisogna coordinare al meglio le iniziative da intraprendere evitando fughe in avanti e forme di protagonismo fine  a se stesse, a tal uopo sottoponiamo all'attenzione delle amministrazioni locali  l'allegato documento unitario sintesi di un ragionamento da cui sviluppare e definire un percorso che concretizzi una soluzione  senza ulteriori rinvii.

  

- Lettera Amministrazioni (clicca) 

- Documento unitario  (clicca)

- Note (clicca)

                                                                                                         Il Segretario Generale

                                                                                               Giuseppe Cardenia

  

 

 

 

Comunicato Stampa 17 Giugno 2013

Sentiti nuovamente i funzionari del Dipartimento Regionale Autonomie Locali , in merito al monitoraggio  unità e costi del personale dipendente degli enti locali della Sicilia, annualità 2011 e 2012 disposto con propria nota prot  9155 del 11/06/2013, si precisa a rettifica di quanto pecedentemente comunicato in data 13 Giugno c.a., che i dati relativi al personale proveniente dal c.d. regime transitorio dei lavori socialmente utili contrattualizzato, ai sensi delle varie normative regionali, vanno riportati  nello spazio appositamente predisposto e indicato sulle schede, non già in quello indicato in dotazione organica  a tempo determinato; limitatamente al personale impegnato in attività socialmente utili, questo non và rilevato in quanto non titolare di alcun valido rapporto di lavoro.

Si precisa altresì che copia delle schede debitamente compilate e sottoscritte , vanno inviate in formato word oltre che in formato pdf all'indirizzo riportato sulla nota in premessa citata.

Si rinnova l'invito agli Enti a ottemperare entro il 30 Giugbno 2013, al monitoraggio del lavoro flessibile, predisposto dal Ministero della Funzione Pubblica.

  

                                                                                                                                 Il Segretario Generale

                                                                                                                                        Giuseppe Cardenia

  

  

  

  

 

Comunicato Stampa 14 Giugno 2013

Riteniamo quanto mai opportuno, ritornare sulla problematica attenzionata nel precedente comunicato, relativa al pronunciamento della Corte di Cassazione, che con sentenza n 223 dichiarava illeggitima la trattenuta del 2,5% nelle buste paga dei dipendenti pubblici quale quota di accantonamento TFR; consapevoli che qualunque possa essere l'interpretazione soggettiva data ad una norma, questa non può essere in alcun modo assoggettata a interessi di parte  o spesa a proprio uso e consumo, riportando di seguito le seguenti precisazioni :

  

-  l'art 12 del d.l. n.78 del 2010 aveva esteso la disciplina del Trattamento Fine Rapporto, a  cui sono assoggettati i dipendenti del settore privato  secondo l'art 2120 del codice civile e i dipendenti pubblici assunti a far data dal 1 gennaio 2001, anche ai dipendenti assunti precedentemente a tale data, assoggettati alla disciplina del Trattamento Fine Servizio.

 

- il contenzioso nasce sulla differenza di calcolo tra i due trattamenti : il trattamento di fine servizio (TFS) prevede l'applicazione di un 2,5% dell'80% della retribuzione imponibile in busta paga ed a carico del lavoratore , mentre il trattamento di fine rapporto (TFR) non prevede alcuna quota a carico del lavoratore  da addebbitare in busta paga .

  

- col passaggio al TFR da gennaio 2011, i dipendenti pubblici assunti prima del 1 Gennaio 2001, essendo passati dal TFS a TFR , non dovevano più vedersi addebitare in busta paga il 2% della retribuzione (2,5 dell'80%) come quota a loro carico.

  

- la corte costituzionale con sentenza n 223/2013, ha dichiarato illeggittima la trattenuta in busta paga dal momento del passaggio al TFR, Gennaio 2011. 

  

- il governo  ha risposto con il  d.l. 185/2012, annullando il passaggio stesso al TFR , ripristinando il TFS facendo tornare leggittima la trattenuta  del 2,5% in busta paga.

  

Per quanto sopra, si conviene alla determinazione che nulla è ogni domanda presentata per la restituzione della trattenuta di TFS operata in busta paga, tanto più se trattasi di personale dipendente assunto dopo il 1 gennaio 2001 assoggettato alla disciplina del TFR che non prevede alcuna quota a carico da addebitare in busta paga.

  

Maggiore attenzione và riservata all'art 36 della legge di stabilità regionale 2013 n. 9, che regolamenta e dispone in materia di rinnovi e proroghe di contratti a termine e attività socialmente utili, stante la rivoluzione sul piano normativo e contabile apportato .

Che nessuno ne parli non fà venire meno il problema, puntualmente e volutamente sviato da annunci e proclami che dispensano una  apparente tranquillità che maschera l'incapacità di affrontare in modo risolutivo la problematica, prova ne sono i tentativi di individuare percorsi normativi e annunciare proposte di legge che non vanno assolutamente nella direzione voluta e auspicata dai lavoratori.

  

Riteniamo come MGL Regione e Autonomie Locali che il problema, vuoi per scarsa conoscenza della materia, vuoi per un'improvvisata e manifestata volontà dell'apparire, vuoi per una consapevole regia del fare, si affronta in modo assai approssimativo complicandone le soluzioni già di per sè difficili a dare .

  

Ritornando al punto di partenza, riteniamo che le contestazioni mosse in piena autonomia da questa segreteria MGL Regione Autonomie Locali alla vigilia dell'approvazione del bilancio e della legge di stabilità regionale avvenuta il 30 aprile u.s. , oggi trovano riscontrano in una serie di difficoltà ad agire sia sul piano normativo che contabile mettendo in discussione ciò che nel corso degli anni avevamo con non poche difficoltà ottenuto.

 

- l'art 36 della legge regionale n. 9 del 15 maggio 2013, dispone la prosecuzione dei rapporti di lavoro a termine fino al 31 Luglio 2013, assoggettandoli alla disciplina della legge 228/2012 comma 400, che deroga al limite temporale dei 36 mesi previsti per i rapporti a termine, annullando di fatto quella specificità propria della categoria, leggiferata dalla Regione Siciliana negli ultimi venti anni ;

  

- l'art. 36 della legge regionale n. 9/2013, demanda a singoli capitoli di spesa diversificati per tipologia di intervento la copertura finanziaria , con l'aggravante che limita gli effetti al solo esercizio finaziario 2013 senza possibilità di assumere impegni sul pluriennale, soppiantano del tutto il fondo unico del precariato ;

  

  

- la mancata previsione nel dettato dell'art 36 della legge regionale 9/2013 di assumere impegni sul pluriennale comporta una serie di limitazioni e stravolge l'impianto normativo di leggi regionali che hanno consentito in precedenza l'erogazione di un contributo economico o una compartecipazione ai costi per misure di stabilizzazione deliberate dagli enti interessati a favore del personale proveniente dal c.d. regime transitorio dei lavori socialmente utili, sia per la fuoriuscita dal bacino dei lavori socilamente utili sia per la riconversione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato.

  

Alla data odierna , non intervenendo alcun fattore nuovo sul piano normativo , la Regione Siciliana non riconosce agli enti che deliberano misure di stabilizzazioni a  favore di soggetti impegnati in lavori socialmente utili o hanno deliberato la stabiliazzazione a tempo indeterminato ai sensi della legge regionale 24/2010 entro i termini previsti dalla legge medesima 31 dicembre 2012 alcun contributo economico , essendo impossibilitata ad assumere impegni sul pluriennale stante che la legge 9/2013 non ha previsto ciò .

  

Non è il momento di stare tranquilli, dispensati come siamo da una proroga fino al 31 Luglio 2013 o al 31 dicembre 2013 nel momento in cui questa sarà disposta con provvedimenti, dalla regione siciliana .

  

                                                                                                                 Il Segretario generale

                                                                                                                        Giuseppe Cardenia

  

  

  

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