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Il Consiglio dei Ministri riunitosi ieri pomeriggio a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Mario Draghi, ha deliberato, su proposta del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini, di impugnare: la legge della Regione Siciliana n. 9 del 15/04/2021, recante “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2021. Legge di stabilità regionale”, in quanto talune disposizioni, eccedendo dalle competenze statutarie della Regione siciliana, violano gli articoli 3, 81, terzo comma, 97, 117, secondo comma, lettera e), l), m), e terzo comma, e 118 della Costituzione, vanificando di fatto il percorso di stabilizzazione a favore dei quasi 5000 lavoratori ASU, tracciato con l'art 36 della legge regionale in esame, percorso che era stato oggetto di preventiva contestazione da parte del MEF, a cui aveva prontamente risposto con nota prot. n. 22899 del 07/06/2021 il Dirigente Generale del Dipartimento Regionale del Lavoro Ing. Gaetano Sciacca, presentando le controdeduzioni; che alla luce di quanto oggi rilevato non sono risultate esaustive e sufficienti a rimuovere le perpelssità e le incongruenze attenzionate dal MEF.

 

Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, non possiamo che manifestare il nostro rammarico per la mancata approvazione dell'art 36 da parte del Consiglio dei Ministri, che nè ha censurato i contenuti sotto il profilo della legittimità costituzionale, con l'amara conseguenza di rimandare nel baratro migliaia di famiglie siciliane che giustamente rivendicano da decenni il loro diritto soggettivo a potere scrivere la parola fine su questa pagina vergognosa del precariato siciliano; al contempo però, non possiamo fare a meno di richiamare l'attenzione di chi legge sui contenuti del comunicato stampa che Noi MGL Regione e Autonomie Locali avevamo pubblicato lo scorso 16 Marzo c.a. su questo portale proprio in merito alle perplessità e dubbi che avevamo sollevato con largo anticipo sulla sostenibilità del percorso indicato, in controtendenza con chi diversamente sosteneva quanto oggi e venuto meno, assumendoci le nostre responsabilità, subendo le contestazioni mosse da parte di chi non voleva vedere e negava l'evidenza dei fatti, dando credito a chi oggi non ha nessun alibi per sottrarsi alle proprie colpe e precise responsabilità sulla bocciatura della norma, che ieri aveva salutato, a margine dei lavori parlamentari all'ARS dopo l'avvenuta approvazione, come la risposta definitiva al precariato degli ASU in Sicilia.

 

Riteniamo, che le responsabilità non vanno addebitate a chi ha censurato i contenuti dell'art 36 decretando l'impugnativa dello stesso articolo, ma bensì a chi doveva e dovrebbe acquisire più competenza e conoscenza sulla materia trattata, considerato che nemmeno nei tempi supplementari concessi si è stati in grado di ribaltare il verdetto finale; fatti salvi i casi in cui la Politica non ha ....................A buoni intenditori poche parole bastano !

                                                                             

                                                                                  Il  Segretario Generale

                                                                                     Giuseppe Cardenia