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- Pubblicato Venerdì, 27 Maggio 2016 07:43
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Prima gli immigrati dopo gli italiani !
possiamo desumere questo dalle parole del Ministro Alfano nell’intervento fatto a conclusione dell’incontro voluto e convocato dall’Anci Sicilia ieri pomeriggio a Palermo sulle emergenze che i sindaci dei comuni sono chiamati ad affrontare tra mille difficoltà e col serio rischio di ripercussioni sulla tenuta sociale per le mancate risposte in ordine agli onerosi tagli operati dalla Regione sui trasferimenti ordinari ai comuni sulla problematica precariato, sull’emergenza rifiuti e sulla riforma delle dismesse province .
Ma di tutto questo sembra che il Ministro Alfano non voglia interessarsi , la sua presenza è stata di cortesia, perché solo di passaggio a Palermo, più che di una manifesta e concreta volontà nell’ascoltare e farsi carico presso il governo nazionale di cui è autorevole espressione.
Non si è curato minimamente, di quanto rappresentato dal Presidente dell’Anci Sicilia Leoluca Orlando anche sindaco di Palermo, che nella premessa ha evidenziato le diverse criticità che i primi cittadini si trovano ad affrontare, dal suo Vice Salvo Lo Biundo sindaco di Partinico che ha riportato l’attenzione sulla problematica precariato, problematica ripresa e rilanciata con un accorato intervento dal sindaco di Cefalù Rosario La Punzina, che non ha tralasciato la vicenda dei comuni in dissesto, soffermandosi su ciò che questo comporta
Ministro Alfano che lei abbia dedicato 1 minuto sui venti del suo intervento ai precari siciliani, evidenziando che non può farsi carico di ciò che deve fare il governo Crocetta, manifestando apertura su una proposta di legge da definire, solo per chiudere il suo intervento e ritornare sulla questione minori stranieri non accompagnati , è inaccettabile .
Certamente non ci aspettavamo ieri la soluzione alla grave vertenza occupazionale di 15 000 famiglie siciliane, ma una presa d’atto SI!, questo ci era dovuto da esponente del Governo nazionale e ancor prima da Siciliano.
I sindaci ancora una volta presenti ma non in massa così come era opportuno fare, a fine incontro sono apparsi disorientati e impotenti sul da farsi; credo che l’occasione era quella giusta per andare oltre ciò che prevedeva il rigido protocollo imposto dalla prefettura facendo valer il proprio ruolo istituzionale, andare oltre le parole e con un gesto eclatante consegnare al Ministro Alfano le fasce tricolori di cui si erano imbardati per l’occasione .
Per quanto sopra riteniamo che i sindaci non possono più rinviare ciò che sono chiamati a fare, perché solo loro testimoni gli unici e diretti interlocutori dei cittadini, sono loro che sono stati lasciati soli a difendere gli ultimi baluardi di democrazia, sono loro che oggi sono nuovamente chiamati ad affrontare tutte le emergenze e le criticità che quotidianamente si presentano, mentre il ministro Alfano sarà in qualche altra parte della nazione a parlare non degli italiani ma degli immigrati e come lui tutta la classe politica che siede negli scranni del parlamento nazionale e regionale .
I sindaci devono sapere che siamo pronti a sostenerli in piazza e dove ritengono giusto fare sentire le propria voce a difesa dei cittadini e delle categorie come la nostra per la quale i governanti sempre più distanti e distinti sembrano aver scritto il finale; ancora una volta l’invito a tutto il personale a tempo determinato a prendere coscienza di quanto sta accadendo e ritrovarci insieme per una grande manifestazione regionale dietro ai 390 gonfaloni dei comuni siciliani che devono essere per quanto ci riguarda le uniche bandiere a sventolare.
Come MGL Regione e Autonomie Locali non indiremo tanto meno aderiremo ad alcuna manifestazione che comporta la sponsorizzazione di sigle sindacali, ritenendo oggi, che l’unico interesse da fare valere è solo quello di lavoratori precari e amministratori locali, capaci di interagire nell’immediato per scongiurare ciò che tanti non vogliono vedere .la risoluzione dei contratti a far data dal 1 gennaio 2017 salvo sospensioni anticipate .
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia

