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- Categoria: 2019
- Pubblicato Giovedì, 24 Ottobre 2019 07:19
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Nulla ad oggi è stato definito in ordine alla problematica stabilizzazione del personale in servizio con rapporto di lavoro a tempo determinato presso enti che vengono a trovarsi in condizione di dissesto e/o con piani di riequilibrio approvati dai rispettivi consigli comunali, sola una manifesta volontà da parte dell’assessore regionale alle autonomie locali On. Grasso, di avanzare una proposta di legge che affronti in modo organico la questione e magari contempli anche l’opzione Resais, dopo l’avvenuta impugnativa dell’art 23 della l.r. 1/2019 nel mese di Aprile u.s.; di fatto nemmeno questa ipotesi oggi è percorribile, così come non trovano al momento riscontro in istruttoria le istanze che giacciono in assessorato, presentate da chi aveva indicato questa ipotesi come soluzione alla fuoriuscita dal trentennale precariato. Se ci soffermiamo sullo stato di cose non possiamo che accertare un’immobilismo della politica che rischia di generare ripercussioni sul futuro occupazionale di quanti vengono a trovarsi in questa condizione, stante la ristrettezza dei tempi entro cui si è chiamati ad agire, considerato che i rapporti di lavoro del personale preso in esame vanno a scadere il prossimo 31/12/2019, a differenza di quanti prestano servizio in enti diversi il cui termine ultimo e 31/12/2020 . Non c’è da stare tranquilli nemmeno sul fronte degli enti che ritardano a definire le procedure di stabilizzazione pur non venendosi a trovare nelle condizioni sopra rappresentate, di fatto questo andare a rilento rischia di compromettere il lavoro avviato nel corso dell’anno corrente con il sopraggiungere del 1 Gennaio 2020 , data a decorrere dalla quale l’ente è chiamato a riproporre tutti i documenti contabili facendo riferimento ad altre annualità, a tal uopo si Invita il personale e i funzionari interessati a definire tutta la parte amministrativa che comporta il rispetto di tempistica ben definita una su tutte il riscontro delle procedure di cui all’art. 34 bis che prevede un lasso di tempo di 60 gg oggi ridotti a 45. Nessuna percentuale è stata ancora definita in ordine alla decurtazione di somme da operare in ossequi a quanto dettato dall’art 22 comma 1 della l.r . 1/2019, percentuale che non può superare il 5% sul totale delle somme storicizzate al 31/12/2015, ma proprio per queste ragione come segreteria MGL regione e Autonomie locali abbiamo contestato l’applicazione di tale norma perché in conflitto con quanto prescritto al successivo comma 2 del medesimo art 22 della l.r. 1/2019 altresì perché è inaccettabile che la politica intervenga a posteriori su norme che hanno regolamentato le procedure di stabilizzazioni operate ai sensi del decreto 101/2013 e dalle stesse Amministrazioni recepite e fatte proprie, andando a stabilizzare in funzione delle capacita assunzionali che il decreto convertito in legge 125/2013 disponeva in percentuali di utilizzo (nessun onere aggiuntivo pertanto grava sugli enti interessati stante che hanno operato le assunzioni in funzioni dei pensionamenti accertati). Non comprendiamo come gli Amministratori locali e per loro l’ANCI Sicilia non contesta tale procedura che sottrae risorse economiche alle attuali stabilizzazioni in violazione di principi e norme di legge a regime, come da questa segreteria fatto presente più di un mese fà, sollecitando gli stessi a prendere posizione .
Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali faremo seguire nuovo aggiornamento per comunicazioni che interessano i colleghi di tutto il territorio regionale, distinti per ambito Provinciale .
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia

