MGLPerseverare sulla strada intrapresa ovvero, mantenere alta l’attenzione sul personale precario assoggettato alla disciplina normativa di cui al decreto 101/2013, in Sicilia art 30 l.r. 5/2014, è una priorità che come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali ci siamo dati per stimolare e promuovere attraverso confronti, opportunità di crescita utile e indispensabile alla definizione di una proposta concreta che risulti percorribile e sostenibile sia sotto il profilo giuridico che economico.

Consolidare la spesa, le posizioni giuridiche ed economiche del personale contrattualizzato a tempo determinato, non considerando queste nuove assunzioni ai fini delle procedure di stabilizzazione per la specifica natura dei rapporti di lavoro in essere, sono punti fermi e inderogabili a cui ancorare ogni possibile ragionamento in termini di prospettiva occupazionale a tutela e salvaguardia delle professionalità e competenze da questi maturate in ventotto anni di precariato, ma anche a garanzia degli enti stessi presso cui questi prestano servizio, che diversamente si vedrebbero privati di unità professionalmente formate e funzionali alla macchina amministrativa.

Nessuna preclusione a priori, in merito al percorso che possa essere intrapreso per cogliere l’obbiettivo prefissatoci, che come tale risulta irrinunciabile, un contratto a tempo indeterminato con le amministrazioni presso cui si presta servizio, ma solo attente valutazioni su ciò che questo comporta a breve e lungo termine .

Possiamo così rappresentare, in sintesi, l’esito degli incontri portati avanti su nostra iniziativa o su quella di amministratori locali con cui abbiamo curato rapporti istituzionali diretti, vedi l’assemblea tenutasi lo scorso 26 settembre a Torrenova, quella di ieri pomeriggio presso Hotel Costa Verde a Cefalù o altre convocate su iniziativa propria come quelle programmate dal gruppo PD all’ARS ieri pomeriggio presso il comune di Messina in replica il prossimo Giovedì 6 Ottobre alle ore 10:00 presso l’aula consiliare del comune di Realmonte per la provincia di Agrigento; tutte hanno alimentato quel dibattito necessario e propedeutico a fare emergere quelle criticità che spesso non si prendono in debita considerazioni, per un evidente e irrispettoso senso di responsabilità nei confronti della categoria o peggio per privilegiare altri interessi che non sono certamente quei dei lavoratori in causa .

L’analisi più appropriata è stata fatta in seno alla Commissione affari istituzionali convocata congiuntamente a quella del Lavoro lo scorso 28 settembre dietro formale richiesta inoltrata ai Presidenti Cascio e Greco da questa segreteria MGL Regione e Autonomie Locali; l’ipotesi Resais non può essere l’unica soluzione possibile alla problematica precariato, tanto meno può esserla così come oggi prospettata; deportare forzatamente in un contenitore 15000 lavoratori dipendenti a cui domani le pubbliche amministrazioni possono, non esiste oggi un obbligo di legge, attingere e prendere in prestito del personale che risulta poco appetibile per le limitazioni a cui questo è assoggettato è impensabile, di fatto, così come ipotizzato se il rapporto a tempo indeterminato viene a istaurarsi con la società o agenzia ci troveremmo di fronte a del lavoro somministrato quindi non funzionale all’ente se non per categorie a basso profilo professionale; le categorie C e D non avrebbero titolarità di firma di conseguenza per quali ragioni un amministrazione dovrebbe avanzare richiesta di un istruttore di un vigile urbano o altro se questo non può esercitare al meglio le proprie competenze .

Ciò che ieri pomeriggio è stato sostenuto con determinazione nel corso delle affollate assemblee tenutesi a Messina e a Cefalù, come peraltro anticipato in Commissione Affari Istituzionali da parte di questa segreteria, non può esserci soluzione se non attraverso una presa di coscienza e una conoscenza della problematica e la rivendicazione unitaria di una norma speciale alla Presidenza del Consiglio avanzata da tutte le forze politiche e istituzionali in rappresentanza della Sicilia e dei siciliani.

A supporto di una norma speciale da chiedere al Governo nazionale per la Regione Sicilia, oltre alla specificità dei rapporti di lavoro a tempo determinato data dal numero di anni di servizio prestato senza soluzione di continuità, vengono in nostro aiuto i dati riscontrati dallo studio dell’IFEL presso il Ministero dell’Economia sulla consistenza delle dotazioni organiche e sul personale al 31 dicembre 2015, da cui emerge che la Regione Sicilia a differenza di quanto si sostiene presenta la più bassa percentuale di copertura delle dotazioni organiche delle amministrazioni comunali rispetto al resto delle regioni italiane, quantificando in 17.000 unità la disponibilità di posti con rapporto fulltime e le dichiarazioni rese dallo stesso assessore al Bilancio Baccei che sostiene che la storicizzazione della spesa non è più un problema azzardando anche l’ipotesi di essere nelle condizioni di integrare i 200 milioni necessari oggi a regime con altre somme quantificabili in altri 40 milioni; da ciò la necessita che la politica si riappropri degli spazi ceduti ai tecnici.

In ultima analisi, ci preme sottolineare che sempre più la categoria comincia a prendere coscienza del problema ed è pronta a farsi valere in tutte le sedi istituzionali prova né sono state le assemblee in cui numerosa a partecipato, consapevole che dall’altra parte l’interlocutore nutre anche altri interessi quelli motivati da una campagna elettorale alle porte; questo non deve limitarci a presenziare anzi bisogna far capire che il tempo in cui si credeva alle favole è tramontato .

 

                                                                         Il Segretario Generale

                                                                                 Giuseppe Cardenia