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- Categoria: 2016
- Pubblicato Domenica, 10 Aprile 2016 11:35
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Le perplessità e dubbi che nelle ultime settimane abbiamo manifestato e trasferito nei contenti degli ultimi comunicati stampa, hanno trovato conferma ieri al tavolo tematico sul precariato, convocato nel corso della manifestazione Sicilia2.0, ideata e promossa dal sottosegretario Faraone quale espressione del governo Renzi in Sicilia, che giungerà a termine nella giornata odierna dopo tre giorni di incontri, confronti e interventi su varie tematiche sociali .
Invitato a intervenire come relatore, l’incontro è stato occasione importante per dare voce ad una categoria e portare al tavolo criticità e proposte a soluzione del precariato enti locali in Sicilia, sostenendo un confronto serrato per quasi due ore con l’interlocutore politico e uomo di governo in Sicilia, ma ancor prima espressione diretta del Presidente del Consiglio Renzi, Dott. Alessandro Baccei assessore regionale al Bilancio, presenti al tavolo il Ragioniere Generale Dott Salvatore Sammartano, altro funzionario della Regione siciliana, una delegazione di colleghi e il Dott. Nicola Vernuccio ex assessore regionale agli enti locali nel Governo Lombardo della passata legislatura che ha assolto al compito di moderatore .
Per meglio comprendere l’esito dell’incontro, mi limito a sintetizzare in modo molto elementare i contenuti e le criticità che sono emerse, criticità che devono farci fare un salto dalla sedia su cui ci accomodiamo la mattina nei rispettivi posti di lavoro, avendo bene in mente che in tutto questo percorso e diabolico piano ci sono delle complicità che dobbiamo portare alla luce entro qualche settimana .
L’annuncio dato ieri, oggi riportato sui quotidiani, in relazione alle somme (500 milioni) che lo Stato si è impegnato a riconoscere alla Sicilia, somme importanti che consentono di chiudere il Bilancio della Regione appena approvato, non sono libere concessioni ma dei veri e propri condizionamenti che assoggettano il Governo della Sicilia ad un vero è proprio stato di sudditanza nei confronti del governo nazionale, al di là di ciò, che può affermare e sostenere il presidente Crocetta .
Così come sostenuto da questa segreteria MGL, la legge di riforma delle dismesse province, gioca un ruolo centrale nella vicenda precari enti locali e concessione somme da parte dello Stato, di fatto, la legge appena approvata che adegua la riforme delle province a quella nazionale , è chiamata a soddisfare una semplice operazione matematica, improntata al recupero di risorse atte al risanamento delle finanze regionali .
Come ? procedendo d’Ufficio al trasferimento delle competenze delle funzioni e del personale delle dismesse province (circa seimila unità dato fornito dall’assessore Baccei) a discapito del personale precario già in forza agli enti, che viene estromesso senza nulla a pretendere dal proprio posto di lavoro, con l’aggravante di assistere impotente alla copertura dei vuoti in dotazione organica e l’utilizzo delle risorse che sono state quantificate come economie a seguito del personale posto in quiescenza nel triennio antecedente all’assunzione; ciò comporterebbe a vantaggio delle casse regionali un recupero di risorse pari a 180 milioni, (dati forniti dall’assessore Baccei) tanti quanti sono le somme oggi impegnate per la proroga dei contratti a tempo determinato negli enti locali .
Cosa succede con l’art 27 della legge finanziaria regionale, che dispone l’approvazione entro il 30 Giugno del fabbisogno personale ai fini della stabilizzazione ? si annulla per conflittualità di norme la procedura ( così come da tempo da noi sostenuto), prevalendo così il blocco delle stabilizzazioni per gli anni 2016 e 2017, che la norma nazionale di riforma sulle province prevede .
A cosa porta la concertazione che alcune sigle sindacali stanno attivando sul territorio regionale proprio in merito all’art 27 ? a predisporre un piano triennale di assunzioni e ad un impegno delle economie, che alla luce di quanto riportato non risultano più credibili, a tal uopo si ritiene necessario e non più rinviabile chiedere a questi signori, che posizione assumono di fronte a questa reale e drammatica situazione.
CGIL CISL UIL CSA UGL DICCAP e quant’altri, sono pronti a sostenere che i posti vuoti in dotazione organica degli enti presso cui presta servizio il personale precario sono a questo riservati, quindi non cedibili a nessuno tanto meno al personale delle dismesse province ?.
Importante conoscere subito, già domani mattina sui rispettivi posti di lavoro, la loro posizione in merito, diversamente ci prendiamo in giro, sostenendo la categoria con parole spese al vento e poi di fatto operativamente consentiamo la mobilità del personale delle dismesse province a copertura dei posti vuoti negli enti dove i precari oggi e da venticinque e più anni lavorano ; principio che non può essere condizionato dai numeri, nemmeno se trattasi di qualche unità .
Dove andrebbero collocati i soggetti una volta estromessi dai posti di lavoro dove oggi prestano servizio? al 31 dicembre 2016 sarebbero attivate le procedure per l’assorbimento nella società consortile (Agenzia Lavoro) già ipotizzata a fine anno in fase di stesura finanziaria nazionale poi accantonata ; società che consentirebbe la fornitura di prestazioni professionali alle amministrazioni che ne farebbero richiesta in quanto soci azionisti in misura pari alle quote che oggi sono demandate come spesa cofinanziamento contratti ( Comuni e Regione ) .
Società che, così come ipotizzata, non escluderebbe il ricorso alla cassa in deroga per il personale che non dovrebbe trovare collocazione, procedura non contestata dalle organizzazioni sindacali, nel mese di Ottobre scorso quando in Commissione Bilancio come segreteria MGL avevavmo duramente contestato l’allora assessore regionale al lavoro Caruso che ipotizzava tale percorso .
La società è una strada percorribile ? Si !
se prospettata come noi l’avevamo ipotizzato nel 2012, depositando all’Ufficio di Presidenza ARS , una nostra proposta di legge ad iniziativa dei consigli comunali .
La società deve tenere conto delle professionalità e delle competenze e deve gestire eventuali esuberi, anche facendo ricorso a posizioni di sopranumero là dove è possibile e richiesto dall’ente stesso, ma prima su tutto bisogna pretendere con forza e con ogni mezzo a nostra disposizione che i vuoti disponibili in dotazione organica degli enti vanno coperti con il personale che di fatto oggi è già nell’ente e garantisce la funzionalità dell’ente stesso , andando in deroga a tutte quelle limitazioni di legge che impediscono la stabilizzazione , vedi decreto legge 101/2013, legge di riforma delle province etc., così come è avvenuto nel resto d’Italia negli anni 2007 e 2008 per i precari che si trovavano nella nostra medesima condizione.
La disponibilità di vuoti in dotazione organica degli enti riscontra la platea del personale precario in forza agli enti stessi ? Dobbiamo prendere atto che da 28 anni i comuni siciliani non operano alcuna assunzione, ciò ci può dare un’idea dei numeri che subito smentiscono i dati che ieri l’assessore regionale Baccei ha dichiarato (meno di duemila posti);, siamo convinti che la differenza si attesta su numeri che di poco discordano con la platea dei soggetti beneficiari , tenendo conto che, il triennio che segue, porterà ad una notevole riduzione degli organici per raggiunti requisiti pensionistici di chi ci precede.
Quali conclusioni ? La conclusione è di non demordere e sostenere convintamente che gli enti non possono disperdere un bagaglio di risorse umane così importatnte, su cui hanno investito per venti anni in termini di competenze e professionalità, è inconcepibile affermare che i posti vuoti non vanno riservati e coperti subito ad invarianza di spesa con il personale che già opera nell’ente in una posizioni che possiamo considerare fuori ruolo.
Se la società a cui tanto si fa' riferimento deve essere una realtà o los trumento cha aghevola il percorso, siamo pronti a condividere questo percorso, apportando tutte quelle modifiche e integrazioni che tutelano e salvaguardano a priori tutta la categoria , nessuno escluso .
Certamente in tutto questo discorso la politica nazionale gioca un ruolo di primpo piano, a cui demandiamo gli oneri e gli onori nel condividere e affermare che si può e si deve andare oltre le tante parole e i buoni propositi; perchè e possibile farlo, basta non considerare le persone solo dei numeri.
Certo è che tutti, da domani siamo chiamati a pretendere e ottenere certezze e risposte sul nostro imminente domani, consapevoli, dopo le affermazioni fatte ieri dall’assessore Baccei , che l’operazione smantellamento precari enti locali in Sicilia, avviata con il governo Crocetta nel 2013, si appresta ad accelerare e portare a termine forse l’unica riforma delle mille annunciate, quella di porre fine ad una prospettiva occupazionale a atempo indeterminato negli enti locali .
Di tutto questo si è redatto un documento che fà emergere in modo chiaro e inequivocabile le posizioni delle parti sedute al tavolo, annotando che il tavolo era di confronto o non di definizione , ciò ad auspicio che le nostre posizioni vengano veicolate e recepite dal governo nazionale.
Un doveroso e particolare GRAZIE alla collega Vera che tanto si è spesa e continua a spendersi per questa comune causa.
BUONA DOMENICA !
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia

