MGL“Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com'egli l'ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!(da “Sei personaggi in cerca d’autore”)

-Citare come premessa a questo nuovo comunicato stampa una delle celebri frasi del grande Pirandello, ritengo sia quanto mai opportuno per comprendere che tutti, individualmente, dobbiamo ricercare nell’altro ciò che ci accomuna e non ciò che ci divide solo così possiamo agevolare il confronto e ritrovarci su posizioni comuni .

La condizione di precari, non può essere vissuta in maniera differente a secondo se uomo o donna, se lavoro in un comune con popolazione di 500 o 50.000 abitanti, se il mio ente è in condizioni economiche disastrose o meno, se mi sento gratificato o meno per il lavoro svolto, se aderisco a questa o a quell'altra sigla sindacale ; la verità è una su tutte, bisogna prenderne atto, siamo precari, basta !

Ogni giorno di più dobbiamo acquisire la consapevolezza che il terreno sotto i nostri piedi è sempre più friabile e pronto a uno smottamento che ci tira giù senza possibilità di risalita, i dubbi sul bilancio e sulla finanziaria ancora non pubblicate in GURS ( si paventa la possibilità che ciò avvenga in giornata), la mancata firma della circolare che consente agli enti di richiedere il saldo per l’anno 2015, i mancati decreti di finanziamento che consentano agli enti in dissesto di poter deliberare la prosecuzione dei contratti in scadenza al 31 marzo p.v., l’incertezza dei pagamenti, l’incertezza dei colleghi che prestano servizio presso le dismesse province, che si vedono rinnovati il contratto di mese in mese, per l’assurda condizione cui vengono a trovarsi per l’inettitudine di una politica regionale incapace di portare a compimento una procedura avviata e mai conclusa, l’umiliazione e la disperazione dei colleghi di Milo che non dimentichiamo sono a stati mandati a casa per volontà di un’amministrazione che ha cercato il suo momento di notorietà a danno di otto famiglie.

Ciò premesso, da collega a collega, siamo chiamati tutti a credere e dare valore all’iniziativa in programma per la giornata del 20 Aprile 2016, ritenendo questa la nostra giornata, la giornata di questa categoria, quella del riscatto personale sul piano morale e lavorativo.

Dobbiamo essere pronti ad andare dritti allo scontro senza passeggiate e slogan, rifiutando ogni forma di sudditanza politica, trattativa e compromesso; il tempo dei tavoli tecnici e quant’altro è superato abbondantemente, abbiamo avanzato mille proposte concrete, percorribili sia sul piano normativo che economico senza avere alcuna risposta, anzi l’ultima finanziaria regionale esitata ci mette fuori da ogni possibile percorso di stabilizzazione .

Nulla vieta, anzi è doveroso che ciascuno di noi apporti il proprio contributo, mettendo in campo non una ma mille iniziative che anticipano il grande giorno, devono comprendere che facciamo sul serio !

 

                                                                     Il Segretario Generale

                                                                             Giuseppe Cardenia