MGLPresenti ieri come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali all’interessante giornata di studi sviluppatasi a Palermo presso Villa Niscemi, sulle “Politiche del personale degli enti locali nel 2015”, relatori come il Dott. Pietro Barrera e il Dott. Arturo Bianco hanno contribuito ad un accrescimento sotto il profilo professionale e della conoscenza la platea dei partecipanti che hanno focalizzato massima attenzione principalmente sui processi di stabilizzazione del precariato, moderatore dei lavori il Dott. Alvano Segretario generale dell’ANCI Sicilia, promotrice del seminario.

Acquisire sempre più una maggiore conoscenza in materia, attraverso confronti con autorevoli esponenti che operano nel settore, risulta essere indispensabile e propedeutico a poter sviluppare e sostenere posizioni di rispetto nei confronti dei vari interlocutori istituzionali chiamati a dare soluzione alla problematica .

Particolare attenzione è stata riservata all’art 1 commi 422-425 della legge di stabilità n 190/2014, in ordine ai processi di gestione del personale delle dismesse province, che determinano di fatto un blocco delle stabilizzazioni per gli anni 2015 e 2016 e un vincolo sulle economie e sui posti disponibili nelle dotazioni organiche dei vari enti e amministrazioni pubbliche a favore di poco più di ventimila dipendenti posti in mobilità perché dichiarato “personale eccedente”, eccezione fatta per eventuali vincitori di concorso le cui procedure risultano concluse al 31/12/2014 e personale appartenente alle categorie protette di cui alla legge 68/99.

Proprio in merito a questa allarmante situazione che viene a delinearsi, si auspica nella presentazione e approvazione di un emendamento al “decreto legge sugli enti locali” in discussione in questi giorni da parte del governo nazionale, che sottrae le regioni e province a statuto speciale dall’applicazione di dette direttive nelle more che disciplinano con propria norma le procedure di dismissione delle province .(in Sicilia e' prevista la discussione in Aula per la prima decade di gjugno)

Altra problematica affrontata è stata quella relativa agli enti che avendo dichiarato dissesto finanziario, sono esautorati nelle funzioni di procedere alla conferma dei contratti in scadenza, in quanto considerate “nuove assunzioni” ; nel merito è stato evidenziato come nell’ipotesi legiferata dalla regione siciliana ai sensi dell’art 6 comma 9 della legge regionale 9/2015 questa condizione a non procedere, può essere superata demandando l’intero onere finanziario dei contratti da confermare a carico del bilancio regionale; salvo pronunciamento diverso da parte del consiglio dei ministri chiamato a riconoscere la legittimità della norma approvata in armonia con i principi costituzionali e le leggi che regolamentano la materia .

Altro aspetto da cui non si deroga a legislazione vigente è quello legato alle procedure di reclutamento per le categorie C e D (concorso) e il limite entro cui operare le assunzioni (50% delle economie accertate e quantificate secondo il dettato normativo di cui al Decreto Legge 90/2014) .

Tutto ciò, trova sintesi nelle proposte che abbiamo presentato al tavolo tecnico e che dal 2012 abbiamo sostenuto anche attraverso l’elaborazione di una nostra proposta di legge che è stata fatta propria da 60 e più consigli comunali con proprio atto deliberativo e depositata presso l’Ufficio di Presidenza dell’ARS ; tre sono a nostro modesto parere i principi da cui sviluppare e articolare una possibile soluzione a favore del personale dipendente a tempo determinato, nello specifico e limitato ambito territoriale per la loro pecularietà e specificità regionale :

a) non considerare le stabilizzazioni “nuove assunzioni” ;

b) riconoscere le professionalità e competenze maturate attestandone “l’idoneità”

c) prendere atto che le stabilizzazioni sono operate ad “invarianza di spesa”

  

                                                                                                      Il Segretario Generale

                                                                                Giuseppe Cardenia