Care colleghe e colleghi,

 

ritengo doveroso nei Vs confronti per la stima e amicizia trentennale che mi lega a Voi, riprendere insieme il cammino, che per varie vicissitudini legati a problematiche personali e di famiglia negli ultimi mesi non mi è stato possibile fare, condizionato come sono stato da impedimenti che mi hanno allontanato e costretto a non potere seguire la problematica che oggi più di ieri merita massima attenzione e và affrontata con determinazione e unità d'intenti .

 

 Questo stato di cose ha generato inevitabilmente intromissioni da parte di terzi e disorientamenti nella categoria tali da portare diversi colleghi a dare credito a chi mai avrebbe dovuto averne, per comprendere ciò bisogna riappropriarsi della propria memoria senza tralasciare aspetti importanti come i sacrifici fatti e le lotte intraprese e sostenute negli ultimi decenni, non dimenticando mai che chi oggi si propone copme alternativa è lo stesso che ci ha contrastato per tutti questi anni, fino a prova contraria.

 

La memoria è fondamentale per ritrovare unità d'intenti e la motivazione giusta per andare avanti riappropriandoci di ciò che ci appartiene "la dignità di lavoratori" che tanto abbiamo fatto per affermarla, consentendoci di entrare a testa alta nella P.A. dall'ingresso principale certi di non avere tolto niente a nessuno.

 

Nonostante siano passati tanti anni dalla prima volta in cui come "giovani dell'art 23" della provincia di Messina ci ritrovammo in più di mille in assemblea, convocata nel lontano Dicembre 1989 presso i locali dell'ex Fiera, per rivendicare legittimamente un lavoro stabile e definitovo, inaugurando una nuova stagione di fare sindacato vero portatore di istanze che riscotravano il volere della base perchè proprio la base i lavoratori stessi decidevano di non delegare a terzi il proprio destino portando avanti in prima persona un confronto concreto e serrato con tutte le istituzioni preposte organizzandoci in un coordinando regionale dell'art 23 , trovando riscontro e consensi in tutte e nove le Province siciliane al punto di estromettere chi il sindacato lo faceva per professione, CGIL , CISL e UIL.

 

Organizzazioni sindacali, che decidevano di assumere da quel preciso momento posizioni in netto contrasto alle nostre rivendicazione collocandosi autunomamente dall'altra parte della barricata, proponendo sempre misure alternative che violavano il nostro pensiero, ciò ci ripagava con una sempre più crescente adesione al nostro Movimento che a Febbraio 1990 alla prima manifestazione di piazza contava una presenza di quasi 20.000 persone , un numero che solo alla vista faceva tremare Palazzo dei Normanni, legittimandoci a pieno titolo a sedere al tavolo per avviare un confronto serio concreto e proficuo che negli anni ha prodotto dei risultati, che oggi nel 99% dei casi ci vede dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni con un contratto a tempo indeterminato, nonostante l'ultimo tentativo posto in essere dalla CISL che in presenza di una norma da noi rivendicata la l.r. 27/2016, proponeva la "deportazione in massa della famigerata RESAIS" .

 

Oggi è difficile mobilitare 20.000 persone, come ieri, per le più svariate motivazioni, ma possiamo essere ancora incisivi sulle scelte da fare e sulle rivendicazioni da sostenere, importate è crederci e agire senza delegare a terzi facendo squadra, investendo anche e prioritariamente le istituzioni più vicine a Noi i Sindaci, perchè bisogna fare comprendere loro che la ricontratualizzazione a 36 ore dei rapporti di lavoro partime è una comune necessità .

 

Ci riapproprieremo dei nostri spazi e rivendicheremo con fermezza le nostre posizioni, senza consentire più a nessuno di intralcciare il nostro nuovo cammino !

 

Cordialmente 

 

                                          Giuseppe Cardenia