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MGLBisogna essere consapevoli di ciò che si dice e di ciò che si fa', assumendo in proprio le responsabilità che questo comporta, senza dare credito e/o assecondare tacitamente chi ben altri interessi ha da tutelare; bisogna ricercare e dare spazio al confronto accettando le critiche positive e negative purchè costruttive e non viziate nell’intento di chi và a sostenerle per partito preso.

Questa la premessa per andare AVANTI nell’interesse prioritario della categoria, che sempre più appare disaffezionata alla causa e distante dalla problematica nonostante le complicanze e le criticità che gli anni che passano alimentano, mettendo sempre più a rischio la condizione sociale che quotidianamente vive in prima persona sotto lo sfrenato e incontrollato mondo dei social network che veicolano spesso e ripetutamente messaggi che sviano l’attenzione dal vero problema affrontandolo non per la sua consistenza e drammaticità ma solo per politica spicciola e di bottega .

Premesso ciò, vogliamo ritornare sui contenuti della legge regionale n. 27 approvata lo scorso 29 dicembre dall’ARS, una legge che non è solo proroga; come tale cerca di affrontare aspetti che per ragioni di cose interferiscono con la soluzione da dare nell’immediato al precariato storico degli enti locali, aspetti procedurali che non possiamo fare a meno di affrontare e riservare la giusta attenzione nel contesto generale in cui ci muoviamo come la questione mobilità del personale delle dismesse province

L’art 2 della legge 27/2016 dispone e quantifica, salvo pronunciamenti diversi del Consiglio dei Ministri, la consistenza delle dotazioni organiche delle Città Metropolitane e dei Liberi Consorzi comunali,attraverso la riduzione della spesa del personale di ruolo in servizio al 31/12/2015 del 15%, questo secondo dati approssimativi limiterebbe la messa in mobilità sul territorio regionale del personale dichiarato in sopranumero a circa 750 unità ; oggi a differenza di ieri possiamo ragionare su numeri e non su ipotesi ; fermo restando che, come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali riteniamo di poter azzardare ipotesi di un possibile azzeramento, dato atto della volontà politica che serpeggia a Palazzo dei Normanni in merito ad una ventilata rinascita sembra delle Province così com’erano prima della riforma De Rio, tenuto conto che il referendum dello scorso dicembre non li ha soppresse nell’organigramma dello Stato .

Altro questione su cui c’è stata una forte presa di posizione sul piano politico a cui ha fatto eco la stampa parlando di una nuova stagione di precari è quella legata alla possibilità riconosciuta agli enti ai sensi del l’art 3 comma 3 della l.r. 27/2016 di andare in deroga alle disposizioni previste dal medesimo comma che vieta la possibilità di instaurare rapporti di lavoro flessibile, qualora tra il personale con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato non siano presenti figure professionali necessarie all’espletamento delle funzioni e dei servizi istituzionali; nel merito si evidenzia che il personale preso a riferimento già titolare di contratto a tempo determinato non è solo quello in servizio nell’ente che manifesta detta necessità; tuttavia riteniamo ritornare sull’argomento nei prossimi giorni a maggiore tutela della categoria .

In ultima analisi, come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, riteniamo infondate le motivazioni adottate dagli enti nel diversificare la durata temporale rispetto a quella normata dal legislatore regionale quanto nazionale, di conferma dei contratti a tempo determinato in scadenza , adducendo all’approvazione dell’esercizio provvisorio fino al 28 febbraio c.a.; auspichiamo per il futuro in un atteggiamento più favorevole e coerente con le disposizioni che regolamentano la materia soprattutto in funzione di possibili quanto auspicate procedure di assunzione a tempo indeterminato a favore del personale precario .

                                                                   Il Segretario Generale

                                                                         Giuseppe Cardenia