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- Categoria: 2016
- Pubblicato Mercoledì, 01 Giugno 2016 10:12
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Dalla conferenza Regione e Autonomie Locali tenutasi ieri a Palermo, nessun passo in avanti ma solo un irrigidimento su posizioni che non agevolano il dialogo per dare soluzione alla già difficile problematica finanziaria cui vengono a trovarsi gli enti locali della Sicilia, da cui nè discendono le tante emergenze sociali, com’è la problematica precariato enti locali, che per ragioni di cose deve rivestire carattere di urgenza e priorità fra gli impegni dei sindaci dei comuni siciliani .
Che il Presidente Crocetta di concerto con gli assessori Lantieri e Baccei, annunciano la ripartizione ai comuni dei 342 milioni stanziati nel bilancio regionale, per precisare subito dopo che queste somme non sono spendibili perché correlati al trasferimento dei 500 milioni che Roma intende riconoscere a fine Giugno dopo le Amministrative con apposito Decreto, è paradossale.
Se poi facciamo delle considerazioni su ciò che comporta la procedura di riconversione del decreto in legge, entro i successivi 60 giorni, con il passaggio obbligato nelle due camere del Parlamento per la sua approvazione, sapendo già a priori la netta contrarietà della deputazione eletta nelle regioni del Centro Nord, perché ritenuta una concessione alla Sicilia sprecona e inaffidabile, parliamo del nulla .
La mancata proroga del termine del 30 Aprile u.s., entro cui i comuni erano tenuti ad approvare il Bilancio, comporta inevitabilmente delle ripercussioni sulla tenuta dei conti, anche in considerazione del fatto che l’assessore Lantieri, disponeva con propria circolare di procedere nei limiti delle risorse disponibili quantificati in non più 105 milioni rispetto ai 342 previsti solo sulla carta in fase di approvazione bilancio regionale; ciò pone i comuni di a serio rischio default, con conseguenze che nemmeno possiamo immaginare .
Auspichiamo che le iniziative clamorose che l’ANCI ha annunciato nel comunicato stampa diramato a fine riunione, non restino parole ma si concretizzino in fatti, questo è ciò che stiamo sostenendo in tutte le riunioni programmate e portate avanti sul territorio regionale, sollecitando tutto il personale a incalzare i propri sindaci a prendere posizione e far valere il proprio ruolo istituzionale, scendendo in piazza in modo coordinato con il gonfalone del proprio comune che deve essere l’unica bandiera a difesa di una categoria e di un territorio, prima che sia troppo tardi .
Non possiamo accettare strumentalizzazione da qualsiasi parte esse provengano, siano essi confederali o altri, su una problematica che necessità di attenzione e non già di sponsorizzazione; vorremmo conoscere meglio le motivazioni con cui CGIL CISL e UIL hanno annunciato e convocato la manifestazione regionale per il prossimo 15 Giugno a Palermo; troppo generico sostenere l’assenza di un’azione forte della politica regionale e nazionale; al contempo ci farebbe piacere sapere che posizione assumono in merito a :
- No al personale delle Province nei comuni.
- No al regime del tourn over per le stabilizzazioni.
- Si alla copertura dei posti vuoti in dotazione organica degli enti con il personale già contrattualizzato a tempo determinato in deroga al decreto 101/2013 convertito in legge 125/2013 andando oltre le limitazioni dettate dalle capacità assunzionali .
- Si ad una sanatoria che riconosca le professionalità e le competenze maturate dal personale a tempo determinato già in servizio nell’ente senza operare alcun declassamento o riduzione dell’impegno orario contrattualizzato.
In merito alla scadenza del 30 Giugno 2016, termine entro cui gli enti locali della Regione sono chiamati ad ottemperare al dettato normativo di cui all’art 27 della legge regionale 3/2016, ovvero approvare il piano triennale del fabbisogno personale 2016/2018, riteniamo che questa và rimossa per scongiurare il peggio.
Di fatto è consequenziale all’approvazione del piano triennale da parte delle singole amministrazioni la trasmissione dello stesso, entro i successivi 15 giorni, al competente assessorato regionale alle autonomie locali, che non potrà esimersi dal procedere all’approvazione di un piano regionale; che sè da una parte contemplerà le capacità assunzionali complessive degli enti, dall’altra non può che determinare la fine di quanti non possono beneficiare di un contratto a tempo indeterminato.
Come più volte ribadito dall'assessore Lantieri, che quantificava una capaità assunzionale complessiva per non più di 1.500 soggetti di fronte ad una platea di 15000 lavoratori dipendenti a tempo determinato già in forza agli enti, l'assenza di presupposti e condizoni per una stabilizzazione e a tempo indeterminato inevitabilmente preclude ogni possibilità di conferma dei rapporti di lavoro in scadenza a far data dal 1 Gennaio 2017 , tradotto in numeri vuol dire che 14.000 lavoratori dipendenti a tempo determinato, pari al 90% della platea dei soggetti facenti parte della categoria non potra beneficiare di alcuna conferma .
Di contro sollecitiamo il personale in forza negli enti a sostenere l’approvazione di una dotazione organica che và rideterminata in funzione del personale a tempo determinato che già presta servizio presso questi .
Nel rendicontare ciò che è emerso dagli incontri territoriali portati avanti su scala regionale con il personale precario, possiamo sostenere che prevale la volontà a fermare le attività istituzionali degli enti per poi confluire in una grande mobilitazione regionale in piazza a Palermo capeggiata dai Sindaci dei comuni siciliani a testimonianza di una concreta volontà a porre fine a questa vertenza occupazionale; ciò è quanto emerso anche nell’assemblea tenutasi a Catenanuova nei giorni scorsi tra colleghi che negli anni hanno rappresentato la categoria sul territorio regionale, riunione che è stato momento di confronto costruttivo e propedeutico ad un agire comune tra colleghi che vivono il problema senza etichettature ma da semplici precari, che non necessitano di intermediazioni da parte di terzi .
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia
