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MGLDa un’attenta lettura dell’art 27 della legge regionale n. 3 del 18/03/2016 emerge sempre più, una chiara volontà del legislatore regionale ad arrecare danno alla categoria e disperdere ciò che rimane di quella normativa previgente all’entrata in vigore della legge regionale n. 5 del 2014, tanto acclamata dalle organizzazioni sindacali e dal governo regionale.

Se vogliamo trovare una via d’uscita dalla situazione stagnante in cui ci siamo venuti a trovare per chiara ed espressa volontà della categoria, non possiamo cancellare la nostra storia di precari, chi siamo, da dove proveniamo, cosa rivendichiamo; non possiamo prima di tutto rimuovere dalla nostra memoria una delle ultime manifestazioni regionali indette da questa segreteria MGL nel lontano 10 Aprile 2013, quando forti della presenza in piazza (cinquemila persone e 150 Amministratori locali a seguito) affrontavamo in un’affollata e animata assemblea nella sala gialla il presidente della Regione Siciliana On Rosario Crocetta, da poco insediatosi a Palazzo d’Orleans (Novembre 2012), già intento a smantellare questo precariato in nome di sani principi che camuffavano una triste realtà che giorno dopo giorno durante il suo mandato stiamo amaramente riscontrando e scontando a nostre spese .

Siamo sempre più convinti che a normativa vigente, nessuna stabilizzazione sarà possibile portare a termine, oltre che per i punti che ieri abbiamo accennato nel precedente comunicato, anche per un possibile scontro interno alla categoria che riteniamo sempre più inevitabile; nessuno dopo decenni di precariato consentirà ad altri di non rispettare principi e procedure a cui sempre ci siamo appellati tutelando nella generalità del precariato, la categoria, oggi messi in discussione da una pseudo classe politica che non merita assolutamente di fregiarsi del titolo di legislatore .

Non comprendiamo bene la corsa e l’interesse posto in essere da alcune organizzazioni sindacali, nel sollecitare incontri e formalizzare istanze di concertazioni presso le amministrazioni interessate, alla luce di una norma ( art 27 legge regionale n.3 del 2016) che porta con sé mille incertezze e non promuove alcuna soluzione, fatta qualche eccezione ; o peggio promuovere il prepensionamento, secondo il dettato ministeriale (circolare n. 4 del 2014), in base  a cui i lavoratori  che potrebbero risultare  in possesso  dei requisiti  anagrafici e contributivi  applicati prima dell'entrata in vigore del decreto legge n. 201 del 2011 o che li possano conseguire in tempo utile  per maturare la decorrenza  del trattamento  medesimo entro il 31 dicembre 2016 possono andare in quiescenza a danno della categoria che non solo non beneficia di alcuna stabilizzazione ma deve prendere atto della soppressione dei posti resisi liberi .

Il 20 Aprile 2016 si avvicina…. Diamo forza alle nostre istanze e valore alle nostre professionalità e competenze, oggi indispensabili per il funzionamento della macchina amministrativa degli enti locali, non subiamo passivamente le scelte che gli altri stanno facendo per noi, ritorniamo a essere protagonisti di noi stessi e del nostro domani !

Non consentiamo a nessuno, (deputati e funzionari regionali, amministratori  e funzionari loacali, sindacati regionali e territoriali) di eludere il 50 % dei posti disponibili nelle categorie A e B, che la normativa previgente alla legge 3/2016 riconosceva a favore di chi titolare di un contratto a tempo determinato riscontra il possesso dei requisiti di cui all'art 4 comma 6 della legge 125/2013, a beneficio di altri  .

 

                                                                                         Il Segretario Generale

                                                                                              Giuseppe Cardenia