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- Pubblicato Mercoledì, 30 Settembre 2015 08:30
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La gente sente ciò che vuole sentire e vede ciò che non è !
Si rischia seriamente di imboccare una strada senza ritorno con un rincorrere di dichiarazioni ora da questa parte sindacale ora da quell’altra, ora dal politico che governa ora da quello all’opposizione, ora dell’esperto di turno ora da quello che fà chiacchiere da bottega; ma quale verità ?
Di certo nessuno può negare l’assenza di una politica con la “P” maiuscola capace di assumersi le proprie responsabilità e affrontare le tante emergenze sociali che la Sicilia presenta, dando risposte più o meno esaustive, consentendo di contro un confronto sul piano sindacale che permetta di maturare scelte e definire posizioni chiare e indiscutibili senza mezze parole e rinvii.
Dopo trentasei mesi di legislatura questa assemblea regionale e questo governo non riescono a trovare punti fermi, condividere scelte e programmi che mettono tra le priorità i siciliani anziché la lottizzazione di posti e poltrone a servizio del potere che si snoda tra continui apparentamenti, scissione e formazione di nuovi gruppi, rimpasti di governo che dopo aver esordito con i tecnici oggi sembra approdare di nuovo a esponenti politici, con quali risultati ?
Bisogna attendere questo fine settimana per sciogliere i nodi della nuova compagine governativa e riscontrare le ricadute che questa andrà a sortire sulle commissioni parlamentari che non esclude a priori una rotazione di ruoli e competenze; in questo clima di assoluta incertezza dove tutti parlano a titolo puramente personale, quali scelte e quali impegni concreti possono assumere questi dotti signori della politica siciliana ?
Esemplari sono le dichiarazioni rese dal Ministro Madia al TG3 in occasione della sua visita di cortesia al gruppo PD per la festa dell’unità lo scorso 28 settembre, incontro del tutto informale e non istituzionale; dichiarazioni che sembrano strappate più per dovere di cronaca dall’intervistatore che la interpella sulla problematica precariato in sicilia che per aver compreso seriamente la gravità dell’argomento trattato.
Che il ministro annunci e lincenzia tutti con l'impegno a convocare un tavolo tecnico sul tema a Roma dopo trentasei mesi che il governatore Crocetta è stato investito da tutti a rappresentare ciò, nelle continue trasferte romane, ha solo un significato rinviare ancora il tutto, non avere compreso che non c’è più tempo per trattare ma bisogna prendere atto che la risposta trova solo condivisione nel riconoscere un rapporto a tempo indeterminato a poco più di ventimila precari in deroga al decreto legge 101/2013, non per raccomandazione ma per affermazione di un diritto soggettivo acclarato da professionalità e competenze individualmente maturate alle dipendenze di enti locali e non solo in venticinque anni di formazione diretta .
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia
