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- Categoria: 2015
- Pubblicato Martedì, 08 Settembre 2015 11:06
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Riprendono oggi i lavori parlamentari all’ARS con la convocazione delle Commissioni di merito in mattinata e dell’aula nel pomeriggio, non mancano come sempre le tensioni e le incertezze che accompagnano l’attività del governo Crocetta, impegnato a inserire tasselli mancanti nel complicato puzzle politico sempre più frastagliato e in continuo fermento, per la composizione di nuovi gruppi parlamentari, che in un gioco forza di aggregazioni e scissioni tendono a carpire consensi, ritagliarsi spazi più o meno determinanti per la sopravvivenza del governo stesso, che dare risposte alle tante e complicate vertenze di lavoro, prima su tutto quella del precariato enti locali .
Proprio su questo fronte assistiamo a un vorticoso rincorrere di impegni e dichiarazioni che si vaporizzano nell’arco di qualche settimana, nessun atto concreto e credibile, solo una dialettica che distrae e polarizza attenzione senza approdare a punti fermi; basta soffermarsi sulla lettura del Capo III art 37 comma 5 e art 38 della legge regionale n. 15 del luglio 2015, per comprendere che alle parole non seguono i fatti; nessuna tutela, salvaguardia o deroga a favore del personale dipendente a tempo determinato in forza agli enti locali siciliani, che tenga conto della loro priorità nei processi di stabilizzazione a tempo indeterminato a copertura dei posti vacanti nelle dotazione organiche degli enti di riferimento ove questi prestano servizio.
Un semplice accodarsi alla normativa nazionale della legge 190/2014 che dispone dal comma 421 al 425 procedure di mobilità del personale dipendente delle ex province e rinvio al 31 dicembre 2018 delle procedure di stabilizzazione del personale precario, sospendendo di fatto per gli anni 2015 e 2016 la volontà di quei pochi enti, che manifestavano interesse, a procedere nei limiti di quanto previsto dal decreto 101/2013 e .s. m. e i., con l'aggravante di evidenziare il rinvio delle procedure di stabilizzazione ma non il venir meno dei posti nelle rispettive amministrazioni locali destinati al personale dipendente delle ex province posto in mobilità e quindi i presupposti per avviare le procedure stesse di stabilizzazione .
Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali riteniamo che non servono trattati per scrivere la parola fine a questa vergognosa vertenza occupazionale tutta siciliana, ma una chiara volontà che prenda atto di ciò che oggi è “il precario” che presta servizio nell’ente locale, “qual’è la sua funzione” all’interno della struttura amministrativa , ogni altro discorso , lascia il tempo che trova.
Le amministrazioni locali devono prendere posizione forte e determinata senza sottostare alle decisioni impartite da chi sta tentando in tutti i modi di sdoganare il problema dalla Regione Siciliana agli enti locali, con aggravio di costi e responsabilità .
Poco credito riteniamo dare alla proposta che nelle ultime settimane si rincorre circa l’approvazione di una legge voto a favore della categoria da parte del parlamento regionale da sottoporre alle camere del parlamento nazionale; non sia perché, già allo scadere della passata legislatura, la medesima proposta si è rivelata un nulla di fatto ma solo buona a dispensare serenità in un momento in cui c’è da stare poco tranquilli .
Il Segretario Generale
Giuseppe Cardenia
