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- Categoria: 2013
- Pubblicato Giovedì, 28 Novembre 2013 10:32
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Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, non abbiamo mai sostenuto una posizione di bandiera ma di contenuti, ciò a riprova della difficile interlocuzioni con chi ha manifestato interessi diversi che non hanno e non continuano a trovare riscontro nell'interesse prioritario di tutela e salvaguardia degli attuali livelli occupazionali di una categoria, per troppo tempo considerata merce di scambio .
L'emergenza precari incomincia a delinearsi in tutta la sua drammaticità, prova nè il rimpallo di competenze e le variegate prese di posizioni attraverso le quali si tenta di sottrarsi alle proprie responsabilità, a partire dal Presidente Crocetta che oggi lancia il suo grido d'allarme con una lettera inviata al presidente del Consiglio Letta in merito a un emendamento approvato nella legge di stabilità che riserva un trattamento diverso ai precari della regione Calabria; ricordo e me stesso e a chi legge che l'autonomia della Regione Siciliana conferisce al Presidente un ruolo fondamentale in seno al Consiglio dei Ministri, ci chiediamo il perchè l'On Crocetta non vi abbia fatto ricorso esercitando fino in fondo e con autorevolezza ciò che era nelle sue facoltà.
Ci chiediamo perchè il presidente Crocetta, ha delegato il proprio ruolo politico al volere di segreterie di partito e alla compiacenza di sigle confederali che hanno dettato l'agenda dei lavori? Ci siamo chiesti il perchè, il Presidente ha delegato a uno sparuto gruppo di funzionari regionali, autorevoli nei titoli ma spaesati in materia, la trattativa con il Ministero e il governo nazionale ? Perchè chi da venti e più anni ha seguito con professionalità e competenza la materia è stato messo alla porta, rilegando questi a ruoli di secondo piano, quando necessitava una memoria storica e quella copetenza che nel 2010 porto a un deroga fondamentale per i precari e la Sicilia anche in presenza di un Ministro della Lega ?
Come possono CGIL CISL UIL, oggi contestare l'operato del governo regionale, arroccandosi su posizioni distinte e distanti, invitando alla mobilitazione di piazza, quando sono stati promotori e spregiudicati consiglieri di una scellerata soluzione al limite della leggittimità costituzionale tale da essere a rischio impugnatuiva da parte del Commissario dello Stato, come bene si può comprendere oggi in una dichiarazione resa dall'assessore Bianchi, che invitando tutti a non alimentare tensioni sociali, indica i confederali come soggetti proponenti del tanto famoso bacino unico regionale a cui rilegare il futuro di ventimila e più famiglie siciliane.
Il governo regionale ha annunciato per oggi la presentazione in Giunta della proposta di legge sui precari, che tanto ha impegnato i funzionari della Regione Siciliana nella sua formulazione, comprensibile le difficoltà riscontrate sia per la poca professinalità e competenza nel merito, date dal primo incarico conferito in materia, sia per le linee guida entro cui agire imposte dal Ministro D'Alia con la conversione in legge del decreto 101/2013, approvato dalle due camere del Parlamento nella totale indifferenza del Governo Regionale e della Deputazione siciliana eletta in questa legislatura; il testo i cui contenuti sono stati già anticipati per linee generali, dallo stesso Presidente, rischia di contribuire alla risulozione del problema in modo irreversibile, alla luce del dettato ministeriale che oggi si è concretizzato nella famosa circolare tanto attesa, consolidando concetti che sono solo esplicativi della stessa legge 125 del 30 ottobre 2013 quale conversione del decerto 101/2013.
Un'amministrazione può deliberare la prosecuzione dei rapporti in scadenza solo ed esclusivamente a condizione che questa sia finalizzata all'avvio delle procedure di assunzioni con contratto a tempo indeterminato individuate nel piano triennale del fabbisogno 2013/2016 e subordinatamente al rispetto dei parametri di spesa e in coerenza con la disponibilità di posti nelle rispettive dotazioni organiche .
Considerato che questi presupposti non saranno riscontrati dagli enti interessati nel 95% dei casi, il ricorso al ruolo unico regionale diventa una condizione imprescindibile, con la collocazione di detto personale in tre distinti elenchi uno per le categorie A e B, un'altro per lecategorie C e D e in fine un terzo per il personale ASU; ipotizzando che questa soluzione riscontri la positiva valutazione del Commissario dello Stato, la domanda che ci poniamo è: chi sarà il nuovo datore di Lavoro ? quale rapporto si andrà a istaurare? il servizio prestato ininterottamente per oltre venti anni alle dirette dipendenze della rispettiva amministrazione si interromperà ? quale ripercussioni e ricadute sull'enete e sul lavoratore ?
Pensare che era sufficiente preservare i dettati normativi di cui all'art 14 commi 24bis e 24ter della legge 122/2010, frutto di un impegno politico trasversale che aveva premiato la Sicilia e i precari siciliani, per dare continuità nelle more di una concreta stabilizzazione, mentre il tutto è stato reso impraticabile per volontà di un Presidente dedito all'improvvisazione e ai proclami, che non ha voluto ascoltare le contestazioni mosse da questa segreteria MGL Regione e Autonomie Locali nel corso della manifestazione regionale del 10 Aprile u.s., all'interno della sala gialla e alla presenza di 200 amministratori locali, in controtendenza con quanto sostenuto dalle stesse organizzazioni sindacali che oggi chiamano in piazza.
Riteniamo che solo un riconoscimento normativo alla specificità e alla professionalità acquisita da questo personale per il servizio prestato, potra sanare un'ingiustizia sociale che non avrà solo effetti dirrompenti sui lavoratori che vedrebbero negarsi un lavoro e un futuro, ma avrà effetti altrettanto dirrompenti sull'economia locale, non possiamo dimenticare che grazie a queste risorse si sono formate famiglie che vivono e spendono in realtà che diversamente sarebbero state abbandonate, garantendo un tessuto economico sociale di sopravvivenza .
Come MGL Regione e Autonomie Locali, ieri abbiamo portato avanti una serie di interlocuzioni in vista delle Commissioni Lavoro e Bilancio prossime alla convocazione per esitare il disegno di legge sopra annunciato, per presentare le nostre controproposte atte a tutelare e difendere ciò che fino a oggi abbiamo conquistato senza alcuna concessione gratuita, tra gli interlocutori anche l'ANCI che per il tramite il suo Presidente e Segretario condivide le nostre perpelssità e manifesta apertura nei nostri confronti come interlocutore.
La piazza è chiamata a una grande mobilitazione gli attori protagonisti non posssono che essere i lavoratori e gli amministratori degli enti interessati ; assolutamento NO a manifestazioni di bandiera come quelle indette e convocate per giorno 2 e 13 Dicembre .
Il Segretario generale
Giuseppe Cardenia
