MGLCome segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, facendo seguito alla nota prot. n.40 del 13/03/2020 inoltrata alla pec istituzionale dei comuni siciliani, intendiamo richiamare ancora una volta l'attenzione degli Amministratori quanto dei Funzionari preposti alla gestione del personale, sulla necessità di uniformare le procedure cui assoggettare lo stesso, nel rispetto delle direttive di legge impartite dal Governo Nazionale quanto da quello Regionale, tenendo conto del preciso contesto storico ed eccezionale cui siamo chiamati ad agire, che ravvisa carattere di emergenza sociale e sanitaria, stante che ci preoccupa il fatto che a molti ancora sfugge la gravità del fenomeno epidemiologico COVID-19 .  Per quanto sopra rappresentato, ci preme evidenziare alcuni concetti, che riteniamo prioritari e fondamentali nell'interesse di tutti i lavortaori dipendenti e non già nell'interesse di chi scrive, rigettando come associazione sindacale l'idea del contrattatare soluzioni che dovrebbero essere prese in considerazioni, indipendentemente dal nostro intervento.

  1. IO RESTO A CASA deve essere uno slogan che tutti indistintamente devono potere fare proprio, fatti salvi i casi in cui questo non è possibile per comprovate esigenze di lavoro ! Stare a casa, in questo momento, non è un premio ai fannulloni o furbetti , è il modo per evitare che il virus, che non ha gambe, utilizzi noi come involucri per proliferare e contagiare

  2. ATTIVITA' INDIFFERIBILI, nulla a che vedere con il concetto dei servizi essenziali, definiti dalla normativa sugli scioperi, per meglio comprendere il concetto, sono "attività indifferibili da rendere in presenza" curare i malati, seppellire i morti, organizzare le attività di protezione civile.

  3. LAVORO AGILE o SMART WORKING non sempre è possibile farvi ricorso, per ragioni tecniche e logistiche ma anche di formazione personale; non si può pretendere di recuperare da un giorno all'altro anni di immobilismo da parte di chi era chiamato a promuovere e incentivare il ricorso a nuove forme di partecipazione attiva alla P.A. e nuove metodologie di lavoro; ciò che oggi appare straordinario  ieri era solo di ordinaria amministrazione, bastava  assecondare i tempi e le novità tecnologiche per non farci trovare oggi impreparati in un contesto ben diverso , di emergenza .

  4. FERIE D'UFFICIO, un istituto che và preso a riferimento nel rispetto di quanto prescritto dal CCNL del comparto Regione e Autonomie Locali; tenendo conto delle prerogative in materia sia da parte del lavoratore quanto del datore di lavoro; a tal proposito riteniamo quanto mai opportuno limitare tale ipotesi  in assenza di misure alternative, quali: ore di riposo compensativo, congedi parentali, chiusura uffici comunali previa Ordinanza del Sindaco) e comunque solo alle giornate di ferie maturate e non fruite nei periodi antecedenti all'anno 2019, stante che (i termini per la fruizione delle ferie continuano ad essere quelli indicati nell'art.18 del CCNL del 6.7.1995, sia per l'eventuale differimento per esigenze personali (entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di maturazione) sia per il differimento per esigenze di servizio (30 giugno dell’anno successivo a quello di maturazione).

Per quanto sopra esposto, richiamato l'art 19 comma 3 del Decreto Legge 2 Marzo 2020 n. 9, che contempla la possibilità per le Amministrazioni di cui all'art 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n 165, di procedere all'adozione di provvedimenti di contenimento del fenomeno epidemiologico da COVID-19, riconoscendo i periodi di assenza dal servizio dei dipendenti delle amministrazioni di cui all'art 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n 165, servizio prestato a tutti gli effetti di legge.

 

Sollecitiamo i Sindaci, quali rappresentanti delle comunità locali ad emanare – ai sensi degli artt. 50 e 54 del D.Lgs. del 18 agosto 2000 n. 267 (T.U.E.L.) con apposite Ordinanze – provvedimenti urgenti che limitano l'attività al solo personale interessato da disposizioni a carattere di  protezione civile, stante che si riscontrano situazioni di particolare gravità che interessano l’igiene e la sanità pubblica. L’emanazione dell’ordinanza richiede, pertanto, la sussistenza di una situazione di effettivo pericolo di danno grave e imminente per l’incolumità pubblica non contrastabile con gli strumenti di amministrazione ordinaria, che allo stato attuale ricorrono appieno, tanto più che tale ipotesi è avvalaorata dal Decreto Legge emanato dal Governo, prima richiamato .

SIAMO SERI ! non si può firmare un'ordinanza in tempi tranquilli e sereni solo per giustificare l'assenza di due tre giorni in concomitanza di festività o altro e poi snobbare tale ipotesi in un contesto di emergenza sanitaria acclarata.

 

                                                      Il Segretario Generale

                                                       Giuseppe Cardenia