MGLA differenza dei tanti comuni che continuano a mantenere una posizone di attesa e di pregiudizio nei confronti di procedure che mai sono state così lineari e di facile interpretazione, diversi cominciano ad essere annoverati tra quelli che hanno scritto la parola fine del precariato storico della Pubblica Amministrazione ; un plauso và alle Amministrazioni interessate e un augurio sincero ai colleghi che hanno potuto apporre la firma su un contratto a tempo indeterminato, tanto sofferto quanto meritato; di tutto ciò come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali non possiamo che essere orgogliosi per avere fattivamente contribuito al conseguimento di questo importate e storico traguardo, grazie al ruolo che abbiamo esercitato e portato avanti senza sosta in piena autonomia consapevoli delle nostre forze e del nostro sapere  in materia .

Se da una parte, manifestiamo apprezzamento per i colleghi che hanno potuto concludere positivamente questa esperienza trentennale di precariato, non nascondiamo perplessità per quanti ancora risultano essere ostaggio di un volere politico che condiziona e ritarda la stabilizzazione senza motivazione alcuna, fatta eccezione per quelle Amministrazioni che vengono a trovarsi in una condizione economica compromessa e come tale assoggettata a vincoli e pareri da parte della competente commissione del Ministero degli Interni a cui è demandato il compito di vigilare e disporre in ordine alla tenuta dei documenti contabili propedeutici alla stabilizzazione.

Fermo restando che la condizione di dissesto o prima ancora il ricorso al piano di riequilibrio non preclude a priori la stabilizzazione, ma nè subordina gli effetti ad una precisa autorizzazione a procedere o meno ;  riteniamo che l'assunzione a tempo indeterminato secondo il dettato di cui all'art. 20 comma 1 del Decreto Legge 75/2017  è possibile in quanto non comporta maggiore spesa ma si concretizza ad invarianza di spesa.

Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, manteniamo alta l'attenzione sul dettato di cui all'art. 23 della l.r. 1/2019, circa l'ipotesi di opzione che il lavoratore interessato può esercitare entro il prossimo 30 giugno, per manifestare intendimento a  transitare alle dipendenze della Società partecipata RESAIS, procedura costellata da incertezze e come tale da prendere in considerazione dopo attente valutazioni, prima che possa condizionare o compromettere l'interesse della categoria e del singolo lavoratore, destinatario di provvedimenti tampone che possano generare disparità di trattamento .

Si notizia altresì, in merito al collegato alla legge finaziaria, provvedimento oggi in esame nelle commissioni parlamentari all'ARS, il cui esito finale può determinare delle ricadute sulle procedure di stabilizzazioni ancora da fare e per queste ragioni meritevole di attenzione. 

Nulla di nuovo da parte del Consiglio dei Ministri, chiamato a pronunciarsi sulla leggittimità costituzionale dell'art 22 comma 3 della l.r. 1/2019, che pur non incidendo sulle procedure di stabilizzazioni operate ai sensi dell'art 20 comma 1 del decreto 75/2017, può condizionare l'operato delle Amministrazioni che hanno deciso di subordinare a tale verdetto le procedure di assunzione diretta; tralasciando di fatto ein modo improprio quanto è prescritto dal decreto legge 75/2017 in ordine alle modalità cui devono attenersi gli Uffici preposti,  chiamati ad accertare e riscontrare le stesse in funzione della documentazione originariamente esitata per operare il reclutamento con rapporto di lavoro a tempo determinato.  

                                                             

                                               Il Segretario Generale

                                                     Giuseppe Cardenia