MGLNon vogliamo apparire come unici detentori di verità assolute, ma determinati difensori di una categoria e affermazioni di diritti a favore di questa, SI ! nessuno potrà mai mettere in discussione il lavoro fin qui fatto come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, con umiltà e conoscenza abbiamo contribuito in modo importante alla stesura dell’art 3 della legge regionale 27/2016 di preludio all’art 20 del decreto 75/2017, così come abbiamo contribuito alla stesura dell’art 26 della l.r. n. 8/2018 e in modo particolare alla riscrittura del comma 6, attraverso un’interlocuzione diretta portata avanti senza tempo con i gruppi parlamentari e con il governo regionale nella persona del suo assessore alle autonomie locali On. Grasso, basta riscontrare la documentazione a questi trasmessa.

Proprio sulla riscrittura dell’art 26 comma 6 della l.r. 8/2018 abbiamo assunto un posizione rigida che non abbiamo mai barattato, anzi come sempre in piena autonomia e contro il silenzio assordante delle altre sigle sindacali nonché dei vertici regionali dell’ANCI Sicilia e la contrarietà di altre associazioni e organismi che operano nel settore, abbiamo rivendicato fino all’avvenuta approvazione in aula che il decreto Madia trovasse applicazione in Sicilia così come nel resto d’Italia, senza apportare modifiche e integrazioni che potessero porre in una situazione di svantaggio il personale destinatario del provvedimento normativo in discussione; ovvero non consentire che il testo licenziato dalla II Commissione Parlamentare con l’assenso dell’assessore regionale Grasso, potesse determinare disparità di trattamento limitando l’applicazione dell’art 20 comma 1 alle sole categorie A e B , quando la norma nazionale contempla tutte le categorie di personale non dirigenziale, addirittura estende detta procedura anche a favore del personale dirigenziale che opera presso le ASP, ma di questo...perchè nessuno ne parla?

Oggi non possiamo che ribadire come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, ma ancor prima come personale direttamente interessato dalle procedure di stabilizzazione, soddisfazione per l’avvenuta riscrittura del comma 6 così come da noi rivendicato, al contempo sostenere l’applicazione delle norme in parola al ricorrere delle condizioni e dei presupposti da queste indicate, senza lasciare arbitrio e libera interpretazione a terzi.

Non pretendiamo concessioni da alcuno, ma solo che venga riconosciuto ciò che la normativa vigente in materia prevede a nostro favore, non pretendiamo che funzionari solerti e attenti possano andare in contro a sanzioni per l’agire errato nell’adozione di atti propedeutici alla stabilizzazione, tanto meno vogliamo sottrarci a procedure concorsuali e selezioni là dove la norma ne prevede l’obbligo; diversamente non possiamo assecondare il volere di chi agisce per uniformare la propria azione a quella di chi l'ho fà in mala fede, per ignoranza in materia o peggio  per etichettare il proprio operato a discapito di chiunque possa aver ragione o essere detentore di un sapere che spesso dà fastidio e non può essere acclarato.  

A tal uopo, abbiamo sollecitato l’assessore regionale alle autonomie locali On Grasso a intervenire nel merito per fare chiarezza e precisare che le procedure di stabilizzazione, così come esitate dal legislatore nazionale quanto dal legislatore regionale, muovono da un principio fondamentale, quello di andare in deroga all’ordinaria procedura concorsuale, stante la straordinarietà delle norme approvate e la necessità di sanare rapporti di lavoro, generati dall’uso improprio di questi in difformità alle ordinarie regole di principio, così come acclarato da direttive ministeriali e pronunciamenti di sentenze varie in materia di stabilizazione

L’assunzione diretta, è la procedura a cui le amministrazioni devono fare riferimento solo ed esclusivamente nel caso in cui il personale da stabilizzare riscontra le condizioni dettate all’art 20 comma 1 alla lett. b) del decreto 75/2017; condizione che riscontra il personale oggi in servizio con rapporto di lavoro a termine presso le pubbliche amministrazioni, c.d. “contrattista” stante che le amministrazioni interessate alle procedure di stabilizzazione hanno operato la stipula dei raporti di lavoro subordinato attingendo  a graduatorie formulate a seguito di procedura selettiva distinte per titoli di studio e approvate in ossequio a specifiche norme di legge, (il riferimento di legge ai fini dell'approvazione delle graduatorie non è da intendere quella originariamente operata dagli ex uffici di collocamento ai sensi dell'art 23 della legge 67/87), presupposto ampiamente chiarito dal Ministero della Funzione Pubblica con circolare n 3/2017; non comprendiamo ancora un volta la rigida posizione assunta nei confronti della categoria dalle sigle sindacali e da funzionari che dovrebbero darci lezione in materia anzichè fare ostruzionismo e negare ciò che non è possibile negare .

 

                                                       Il Segretario Generale

                                                                                       Giuseppe Cardenia