MGLNon è consentito a nessuno arrendersi di fronte alle difficoltà che quotidianamente si è chiamati ad affrontare, tanto più pensare di delegare a pochi l’impegno comune che deve portarci fuori da questo stato di cose. Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali sentiamo la necessità di ribadire con forza e convinzione che la problematica precariato storico degli enti locali non puo’ essere vissuta da pochi e solo da chi con tenacia e perseveranza non abbandona il fronte; nessuna giustificazione, nessun alibi nei confronti di chi manifesta disinteresse per se stesso; chiaro deve essere che le colpe non sempre vanno addebitate agli altri, sottraendoci a precise e proprie responsabilità.

Assistere, oggi, a questa transumanza di politici tra schieramenti e coalizioni diverse in competizione tra loro per assicurarsi un posto al sole e Vergognoso, ma più vergognoso e avere memoria corta, dimenticare facilmente ciò che è stato ieri, anciora di più assolvere con il nostro consenso chi ieri ha tradito le nostre legittime aspettative (maggioranza o opposizione) e oggi si propone come alternativa a ciò che lui stesso è stato ieri. Il semplice fatto che oggi due assessori regionali in carica (Lantieri e Mangano) candidati alla prossima competizione elettorale emanano direttive e annunciano stabilizzazioni con disinvoltura è di per sé vergognoso, al di là se ciò che annunciano sortirà effetti o meno; ciò che conta è che strumentalizzano il nostro bisogno e carpiscono il nostro consenso. Cosa pensate che possa sortire una circolare diramata dal Dipartimento Lavoro, che tanto sta facendo discutere, i cui effetti scadono due giorni dopo la tornata elettorale o peggio una nota diramata dal Dipartimento Funzione Pubblica attraverso la quale si formalizza l'invito a 525 precari regionali in servizio con contratto a tempo determinato a presentarsi in assessorato nelle more che vengano avviate le procedure di stabilizzazione,

NULLA !  SOLO CONSENSO ELETTORALE !

Ciò non vuole dire che non bisogna vigilare, anzi al contrario, bisogna impegnarsi in prima persona come in premessa ribadito, per appropriarci consapevolmente delle nostre azioni, essere presenti e attivi su tutto il territorio regionale, sui posti di lavoro, per controllare e limitare chi nel nostro disinteresse ci sguazza, ci umilia e alimenta consenso elettorale. Non sottovalutiamo nulla, ciò che oggi può apparire insignificante domani potra concretizzarsi come ostacolo insormontabile. Relativamente ai contenuti della circolare prot.n. 37367 del 03/10/2017 pubblicata dal Dipartimento Lavoro, è opportuno fare delle considerazioni, di fatto questa ha il merito di portare avanti un operazione verità sulla reale e concreta possibilità che un ente ha , nel procedere nell’adozione di atti utili per la stabilizzazione del proprio personale precario (contratto a termine e/o utilizzato in ASU). Tutto muove dalla normativa principe che regolamenta la materia, ovvero il Decreto Legge 81/2000 recepito in ambito regionale dalla legge 24/2000, che formalizza e sancisce un principio fondamentale quello che,

- Un ente può utilizzare personale in Attività o Lavori Socialmente Utili se può stabilizzare, diversamente NO!

la circolare di fatto ribadisce questo principio indiscutibile, sollecitando l’ente interessato a riscontrare il persistere delle condizioni e dei presupposti necessari ai fini dell’adozione del programma di fuoriuscita, che è chiamato ad approvare entro il prossimo 8 Novembre c.a.

Nel caso in cui l'ente non procede nell'adozione e/o rivisitazione del programma di fuoriuscita o delibera il venire meno delle condizioni per la stabilizzazione, il personale utilizzato in ASU presso il medesimo ente è chiamato a presentare e inoltrare al competente Dipartimento Lavoro istanza, secondo l'allegato B, per l'inserimento nella sezione esuberi dell'elenco regionale di cui all'art.30 l.r. 5/2014 e avvio delle procedure di mobilità presso altro ente, tutto in contraddizione e contrapposizione con quanto disposto e regolamentato a livello nazionale con il decreto 101/2013 convertito in legge 125/2013 .

                                             Il Segretario Generale

                                                     Giuseppe Cardenia