MGLRiteniamo quanto mai opportuno dare seguito e integrare i contenuti del precedente comunicato stampa, al fine di alimentare in modo dettagliato il sapere di una categoria che necessita di un corretto indottrinamento, utile e indispensabile a sostenere senza tentennamenti una posizione univoca in tutte le sedi che si presenta l'occasione di un confronto con candidati alla Presidenza alla Regione Siciliana e all'assemblea regionale siciliana, il più delle volte distratti e impreparati per la complessità e faraginosità di norme che regolamentano la materia del precariato storico della pubblica amministrazione quindi condizionati ad improvvisare e propsettare soluzioni aleatorie giuste per carpire il consenso elettorale .  La legge regionale n. 27 del 29 dicembre 2016  è da intendersi legge organica della regione siciliana sul precariato, che anticipa di gran lunga ciò che successivamente viene approvato con il Decreto Madia (decreto 75/2017) recante modifiche e integrazioni al testo del pubblico impiego di cui al decreto 165/2001 sottoposto a parere parlamentare, lasciando intravedere nello specifico art. 20 di cui al Capo XI, relativo al superamento  del precariato nella Pubblica Amministrazione, la complicità e il comune agire tra Regione Siciliana e Governo Nazionale . Nel merito si ricorda che le assunzioni nella Pubblica Amministrazioni sono state dal 2014 ad oggi, regolamentate dal Decreto legge 90 del 24 Giugno 2014 recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa  e nello specifico all’Art. 3 “flessibilità nel turn over” sono state dettate le modalità e le percentuali entro cui le amministrazioni interessate, che disponevano di capacità assunzionali determinate sulla scorta delle cessazioni di personale intervenute nel corso degli anni interessati, potevano procedere , nello specifico :

nel 2014 potevano essere programmate assunzioni a tempo indeterminato in misura pari al 30% delle economie accertate nel corso dell’anno 2013;

 nel 2015 potevano essere programmate assunzioni a tempo indeterminato in misura pari al 40% delle economie accertate nel corso dell’anno 2014;

nel 2016 potevano essere programmate assunzioni a tempo indeterminato in misura pari al 60% delle economie accertate nel corso dell’anno 2015;

nel 2017 possono essere programmate assunzioni a tempo indeterminato in misura pari al 80% delle economie accertate nel corso dell’anno 2016;

nel 2018 potranno essere programmate assunzioni a tempo indeterminato in misura pari al 100% delle economie accertate nel corso dell’anno 2017.

A decorrere dal 2014 è stato consentito il cumolo delle risorse economiche destinate alle assunzioni relative agli ultimi 3 anni, nel rispetto della programmazione del fabbisogno e di quella finanziaria e contabile . Altresì le economie accertate nel corso degli anni 2014 e 2015 per cessazione di personale, che hanno determinato capacità assunzionali a cui l’ente può fare riferimento per programmare le assunzione con contratto a tempo indeterminato negli anni immediatamente succesivi agli stessi (anno 2015 e 2016) , sono state vincolate prioritariamente a favore di vincitori di concorso che risultavano inseriti in graduatorie vigenti alla data di approvazione del decreto 190/2014 e alle procedure di mobilità in favore del personale delle ex province dichiarato in esubero presso queste .

Quanto sopra attenzionato è importante per comprendere come la legge 27/2016 consente di andare oltre le limitate capacità assunzionali, in quanto le assunzioni che l'ente va a operare con contratto a tempo indeterminato nel rispetto della programmazione del fabisogno trovano copertura anche nelle risorse aggiuntive del contributo riconosciuto dalla stessa Regione Siciliana alle medesime amministrazioni per i contratti a tempo determinato con trasferimenti trimestrali .

In merito agli emendamenti che sono stati osteggiati in aula, lo scorso 10 agosto e a seguire il 6 settembre in conferenza dei capigruppo,  continuando a essere oggetto di diversità di vedute tra questa segreteria MGL Regione e Autonomie Locali e l'attuale Presidente dell'Assembela Regionale Siciliana si rappresenta che questi erano e continuano ad essere un valore aggiunto per la categoria , di fatto due sono gli aspetti che riteniamo propedeutici a completare un percorso già delineato , precisamente :

a) sopprimere il comma 22 dell'art 3 della l.r. 27/2016 che condiziona e subordina le procedure di assunzione a tempo indeterminato del personale dipendente a tempo determinato alla definizione delle procedure che interessano il personale delle ex province o in alternativa dare una interpretazione più favorevole alla categoria riservando e vincolando le risorse economiche a favore delle procedure di mobilità solo le capacità assunzionali quantificate negli anni 2015 e 2016 così come recita l'Art 1 comma 424 della legge 190/2014 svincolando le capacità assunzionali che fanno riferimento ad annualità diverse.

b) recepire il dettato dell'art 20 comma 1 del decreto 75/2017 estendendo la possibilità di riconversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato oltre che nel caso contemplato dallo stesso anche nel caso in cui il rapporto di lavoro a tempo determinato sia stato operato a seguito di prove selettive previste da specifiche norme di legge come nel caso che direttamente ci riguarda , come categoria .

Ai tanti che contestano questa procedura appellandosi impropriamente a principi di incostituzionalità, ricordo loro che lo Stato, già con proprie leggi finanziarie relative agli anni 2006 e 2007 ha disposto tale percorso  consentendo su tutto il territorio nazionale compreso quelo della Regione Siciliana, di sanare migliaia di posizioni di lavoro a tempo determinato mediante riconversione degli stessi a tempo indeterminato .

                                                          Il Segretario Generale

                                                                  Giuseppe Cardenia